dal sito www.griseldaonline.it/zuccari_casina.pdf
Qualche notizia sul dialetto pavanese.
(RAFFAELLA ZUCCARI - RICERCATRICE UNIVERSITA' DI BOLOGNA)
Il dialetto pavanese si situa, geograficamente e morfologicamente, in una stretta fascia
dialettale inserita fra l.Emilia e la Toscana; questa fascia di territorio diparte all.incirca dalla
Romagna . Toscana e, attraverso i crinali, passando per lembi di provincia di Firenze, Prato,
Pistoia, Bologna, Modena, Lucca e Massa Carrara, raggiunge la Liguria. Naturalmente ogni
singolo dialetto parlato nelle zone appena citate possiede caratteristiche sue proprie ma si puō
dire, mutuando la classificazione dalle scienze biologiche, che esso appartiene ad una stessa
famiglia, suddivisa perō in particolari genere e specie. Si puō aggiungere per sommi capi, che
si tratta di dialetti che, su una base toscana o toscaneggiante, hanno inserito una, pių o meno
forte, componente emiliana.
Pāvana č, da secoli, in territorio pistoiese (un documento del 998 di Ottone III conferma, al
vescovo di Pistoia, Antonino, .omnia res et proprietates sibi pertinentes.; fra queste, la
seconda di un elenco di numerose localitā, č .villam de Pavana.). Pur non essendo Comune,
ma frazione di Sambuca Pistoiese, Pāvana ha sempre mantenuto una propria forte identitā,
viva fra tutti coloro che ne riconoscevano i confini, grosso modo, all. interno del territorio della
parrocchia (la pieve) identitā che si č manifestata in molte occasioni del passato medievale,
nel ripetuto tentativo dei pavanesi di passare sotto l.amministrazione bolognese.
Il fatto č che Pāvana č situata all.estremo nord del territorio di un Comune che č molto vasto e
molto suddiviso, per cui ogni singola comunitā si č sempre sentita isolata rispetto alle altre.
Questa situazione, per Pāvana, ha condotto ad una maggiore emilianizzazione del dialetto
enfatizzando caratteristiche quali, ad esempio, la sonorizzazione delle consonanti sorde
intervocaliche (ad es. ortica che diventa ortiga); la tendenza alla scomparsa, nel corpo della
parola, delle vocali atone (stomaco che diventa stómgo); la non dittongazione della e ed o
brevi latine, toniche, (si hanno pičtra e fuōco nel toscano e préda e fógo nel pavanese); il
fenomeno del troncamento, nei participi passati dei verbi e nelle parole terminanti in -ato, -
eto, -ito, -uto, (ad es. manghia. per mangiato, avu. per avuto, parti. per partito, sagra. per
sagrato, a.ge. per aceto, mari. per marito); lo scadimento del pronome soggetto che, nelle
forme toniche (io, tu, egli) viene sostituito dalle forme oblique (mė, tė, lu.). Il pavanese č
quindi un dialetto su base toscana ma con tratti fortemente emiliani, presenti in maggior
numero rispetto agli altri dialetti del comune.
Non esiste né in emiliano né in toscano questa particolaritā fonetica: si osserva la
trasformazione del suono delle affricate palatali ce, ci, ge, gi, le quali, solo all.interno di parola,
diventano sibilanti sonore, pronunciate come la j del francese jambon, e come la x del ligure
Bixio, bruxiare; questo suono Guccini lo scrive, per convenzione, .g: avremo quindi pa.ge per
pace, ba.gio per bacio, ecc. Anche lo scempiamento delle consonanti doppie, che solitamente
avviene nell.emiliano, si attua soltanto in parole che hanno pių di due sillabe e dove la doppia
consonante precede la vocale tonica, come appunto in galėna, fosétto, capčllo. Tipicamente
pavanese anche il fenomeno del raddoppiamento della m che si trovi fra due vocali, come in
ommo, fiumme, lumme, ecc.
Guccini ha pubblicato nel 1998, in occasione dei mille anni .ufficiali. di Pāvana (si ricordi il
documento ottoniano) il .Dizionario del dialetto di Pāvana. dal quale abbiamo tratto le preziose
informazioni che ci sono servite per questa sintetica descrizione.
Il dialetto pavanese non ha e non ha mai avuto una tradizione scritta: Guccini ha scelto il
sistema di trascrizione grafica proposto dalla Rivista Italiana di Dialettologia. Lo scopo del
Dizionario era purtroppo solo conservativo, in quanto il pavanese, ormai, non č pių parlato:
non solo dai giovani ma anche dagli individui compresi in quella fascia di etā che va dai
cinquanta a pių di settant.anni. Ormai solo i molto anziani lo parlano, e solamente fra di loro, il
che porterā inevitabilmente, fra alcuni anni, all.estinzione di questo dialetto. La scomparsa dei
dialetti č ormai generalizzata, e neanche Pāvana si discosta da questa tendenza: la si deve al
forte spopolamento dovuto all.emigrazione, esterna ed interna, abbastanza incisiva fino al
1970 circa; al fatto che il paese ha raramente conosciuto il fenomeno, tipico di certe zone di
montagna, delle nozze endogamiche, ma che anzi ha visto spesso unioni con persone
provenienti da zone le pių disparate d.Italia e anche dall.estero; in ultimo, all.estrema facilitā
che i pavanesi hanno sempre avuto nel passare, essendo toscani (anche se particolari: essi
hanno sė il vocalismo tonico toscano, con le vocali giustamente accentate, -bčne, pósto,
perché-, ma nessuno dei fonemi tipici toscani come, ad esempio, l.aspirazione della c) al
registro italiano. Oggi l.esodo si č arrestato e a Pāvana si assiste ad un modesto incremento
demografico. Favorita da condizioni particolari (l.estrema vicinanza al centro termale di
Porretta Terme, le relative possibilitā di lavoro offerte dal contiguo territorio emiliano, la
Statale 64 Porrettana che l.attraversa, la comoditā della ferrovia Bologna-Pistoia) Pāvana
conta oggi un migliaio di residenti, sui 1400 circa dell.intero Comune. Ma ciō non toglie che il
dialetto sia ormai un ricordo del passato.
Per compiacere un desiderio dell. autore l.articolo non č stato appesantito da note, faticose per
i non addetti ai lavori: chi fosse interessato alla spiegazione o alla verifica dei fenomeni
linguistici precedentemente illustrati č invitato a consultare il