Euzkadi, País Vasco
I BASCHI: UN'ALTRA MINORANZA DIFFICILE
Pensavamo di limitare i nostri riferimenti ad altre minoranze con la "adozione" di quella russofona della Transnistria, ma i recenti attentati in Spagna ci hanno portato a riconsiderare la nostra posizione. Questa pagina non vuole essere una pagina a favore dell'ETA (non è certo nostra intenzione), ma un contributo a conoscere questa realtà di minoranza europea così diversa da tutte le altre.
In primo luogo è bene dire che i baschi non sono una minoranza neolatina, anzi non sono neppure un popolo indeuropeo. I baschi sono un popolo antichissimo, forse discendente degli antichi iberi.
A quanto se ne sa, il primo libro in lingua basca è una raccolta di poesie raccolte da Bernard Dechepare [nome basco Bernat Etxepare] nel 1545. L'attuale lingua unificata [euskera batua] è il rsultato dell'opera del linguista Koldo Mitxelena.
I baschi durante il regime franchista hanno subito una repressione violentissima con prese di posizioni del governo sempre umilianti e provocatorie (fin dagli esordi il governo del Generale Franco proibì l'onomastica in euskera). E' sotto la pressione del regime franchista che nel 1959 nasce l'organizzazione ETA (Terra Basca e Libertà > Euskadi ta Askatasuna).
Solo con la caduta del Regime di Franco il popolo basco ha potuto riacquistare (nell'ambito dello Stato Spagnolo) un suo ambito di autonomia.
Attualmente è difficile prendere una posizione chiara sul nazionalismo basco dato che sul nazionalismo e la questione basca si è scritto finora solo a favore o solo contro.
E' importante tuttavia solidalizzare con il popolo basco ogni qual volta capiti di sentire accuse generalizzate verso i baschi considerati indiscriminatamente simpatizzanti di ETA. Ed è importante simpatizzare anche con tutti i nazionalisti baschi che chiedono l'indipendenza della propria patria quando gli stessi (per il solo fatto di chiedere l'indipendenza del paese basco) sono accusati di essere complici dei terroristi.
Sopra: La bandiera basca (Ikurrina = bandiera): fu disegnata il 17 febbraio 1894, in origine per la sola provincia di Biscaglia (Vizcaya), dai fratelli Arana Goiri, padri del nazionalismo basco. Fu alzata in rappresentanza di tutti i baschi nel 1936 quando questi ottennero dal governo repubblicano l’autonomia, presto soffocata dai franchisti (1937). Il 18 gennaio 1977, in vista del nuovo riconoscimento dell'autonomia basca (1979) diventò finalmente ufficiale e pienamente legittima. Essa rappresenta idealmente anche i baschi francesi. Il rosso deriva dalle bandiere storiche della Biscaglia; la croce di Sant’Andrea ricorda una leggendaria battaglia tra baschi e iberici combattuta nel giorno di sant’Andrea dell’867 e il suo colore verde allude alla quercia dello stemma di Guernica, simbolo di libertà. Con la croce cristiana bianca si completa il disegno.