I CASI DI DIALETTO PORRETTANO CITATI NELL'OPUSCOLO DI FERRARI SUI DIALETTI DI PAVANA PISTOIESE E SAMBUCA
Si riportano di seguito alcuni brani del lavoro di Edgardo Ferrari sui dialetti di Pavana Pistoiese e Sambuca in cui sono citati esempi di dialetto porrettano
FONTE:
EDGARDO FERRARI TRACCE DI ISOGLOSSE E SOSTRATO
NEI DIALETTI PAVANESE
E SAMBUCANO
- Sambuca Pistoiese - 1997
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"Per esemplificare come avviene questo progressivo passaggio linguistico abbiamo selezionato una decina di esempi, vagliando per ognuno di essi le principali varianti dialettali che vanno dal bolognese al toscano e i relativi esempi di sostrato".
(p. 10) "Stomaco".
Partiamo dal bolognese" stòmg" per arrivare, nella zona di Porretta e Castel di Casio, a "st6mg" con la variante fonetica della "o" chiusa.Varcando il confine emiliano-romagnolo aPavana, abbiamo "st6mgo" e scopriamocosì un primo accenno di toscanità in quella vocale finale" o".Passando nella zona di Sambuca lo "stomaco" diventa "st6mmego" attraverso il raddoppiamento della "m" con aggiunta della vocale "e". (p. 10)
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"Letame".
Il bolognese lo definisce con il termine "aldaam", mentre a Porretta e nell'Alto Reno emiliano si abbrevia la seconda" a" e troviamo così il vocabolo "aldam" che è quasi uguale.
A Pavana troviamo "aldamme" con la variante del raddoppiamento della "m" e la aggiunta della "e" finale.
(p. 10) ...
"Cotica".
In bolognese si dice" còdga" ma poi, seguendo lo stesso destino dello" stomaco", anche questo vocabolo a Porretta e Castel di Casio cambia l'accento sulla" o" che diventa chiusa: "c6dga". (p.11)
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"Pertica"
. In bolognese si dice "pérdga" con la "e" chiusa, mentre a Porretta e Castel diCasio abbiamo "pèrdga" con la "e" aperta. Il caso è similare a quello della prima" o" di "stomaco" con la differenza che qui avviene l'inverso: la vocale" e" risulta chiusa nel bolognese petroniano e diventa aperta nella locuzione montanara. (p. 11)
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"Rancido"
Questa volta la metafonia del bolognese "raenz" rimane anche nel porrettano "raenc" che, rispetto alpetroniano,muta solamente la consonante finale che diviene sonora. (p. 11)
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"Setaccio".
Dal bolognese" Sdaaz" passiamo al porrettano "Sdàc" riscontrando ancora una volta la sonorizzazione della "z" bolognese nella" c" di "Sdàc". La vocale" a", invece, si abbrevia durante il passaggio dalla città alla montagna. (p. 12)
"Scranna" .
A Sambuca e Pavana il termine "scranna" convive con il toscano "seggiola" esignificano ambedue" sedia" .Spostandoci nella zona di Posola troviamo superstite solamente il vocabolo "seggiola", mentre a Porretta, al contrario, a livello dialettale rintracciamo unicamente "scranna". Andando poi in città, aBologna, possiamo notare che nel dialetto petroniano siamo di fronte alla caduta di una "n": "scrana". (p. 17)