"Il dialetto di Pistoia appare estremamente interessante ed indubbiamente in pericolo di estinzione"
Pubblichiamo dunque un esempio di questo dialetto, non solo al fine di poterlo paragonare ai dialetti gallo - toscani dell'Alto Reno, ma anche come testimonianza di un mondo che sta scomparendo
A un parroo di 'ampagna gli vienze 'n idea di fà fà
una bella Madonna tutta nova perchè quella 'he ciavevano
'n coresto paese da tanto 'he era vecchia era
tutta rotta eppò 'un zi vedea più nulla. Fa vienì uno di
fori apposta e tutti i giorni 'un gli dea altro 'he cipolle;
la mattina a culizione pan' e cipolle, a desinare
pan' e cipolle, e a cena pan' e cipolle, e 'un zi mutaa
mai. Fa lu': O che questo prete 'u' mmangia altro 'he
cipolle?", ma 'un gli disse ma' nulla, tirò a fà '1
zu' lavoro e fece la su' Madonna per bene hom' avea
fissato, altro 'he 'nvece di fagli la testa voltata davanti
glie la fece voltata di dreto.
Quande l'ebbe finita 'l parroco la volze vedè come
era vienuta, appena la vedde, dice: " O come ma' ha la
testa voltata di dreto? ". Dice 'l pittore: Che vòle,
gli dea noia 'l puzzo delle cipolle, e le' s'è voltata 'n
là " .
Tratto da "Racconti popolari pistoiesi in Vernacolo Pistoiese"
a cura di Rodolfo Nerucci - Pistoia 1901 - ristampa anastatica per
le Edizioni Can Bianco - Niccolai Tipografia - Pistoia 1984