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ALCUNI TESTI IN DIALETTO DI TREPPIO

PREAMBOLO

In questa pagina abbiamo raccolto alcuni esempi di dialetto treppiese, si tratta di piccole frasi dato che lo stato di degrado di questo dialetto già negli anni 70 era giunto a un livello terminale, tuttavia si tratta pur sempre di testimonianze importanti per farsi una idea di quello che doveva essere il dialetto treppiese vivo.

TESTO A)

"Ino, ino, ce lo fade il vecchioncino?"

Frase che era usata dai ragazzi di Treppio durante l'epifania quando, girando di casa in casa con un paniere, raccoglievano offerte di castagne secche, lupini, frutta.

TESTO B)

"Ce le volede le mascherine?"

Durante le festività del carnevale gruppi di ragazzi, travestiti con vecchi abiti, andavano di casa in casa per ballare o scherzare; la frase "ce le volede le mascherine?" era usata come richiesta di ingresso.

TESTO C)

"Questa casa l'è tutta bughi / dormon tutti come ciughi"

 Qualcuno ricorda ancora che in passato, durante i tradizionali "Maggi",quando una famiglia non accoglieva il canto o non offriva le uova, i maggerini se ne andavano intonando questa strofa.

TESTO D)

"Ghi aveva ascaro de la su mama"

la frase sta a significare "aveva voglia della mamma". La parola ascaro copre una vasta gamma di significati, tra i quali, quello di desiderio / nostalgia.

TESTO E)

"Se non le ti va"

ovvero "se non ti va" con uso di "le" come rideterminante del verbo

TESTO F)

"O l che fa tue?"

ovvero "cosa fai?"

TESTO G)

"Vò 'ndà a vedè se trovo un panierin di castagne, ma quest'ano diano degado in più manere ce n'è anche pel Vetioncino"

Si tratta di una frase estremamente complessa registrata in un colloquio avuto dal signor Ilario Borri negli anni '50 del XX secolo con un anziano treppiese. La frase, tradotta, risulta così: "Voglio andare a vedere se trovo un panierin di castagne, ma quest'anno hanno legato in diversi tempi e se ne raccoglierà fino a alla Befana". Legare, nel caso che ci concerne, indica il momento in cui il fiore si trasforma in frutto. Per quanto riguarda il termine "diano" è bene riproporre il testo di una e - mail pervenuta dal Prof. Luciano Giannelli dell'Università di Siena: "*diano* è la risoluzione di ciò che altrove è +Glianno* o *ghianno*, è
l'impego del clitico."

Fonti:

Per i testi A), B), C): P. DE SIMONIS - C. ROSATI, Atlante delle tradizioni popolari pistoiesi, M&M Artout, Pistoia, 2000

Per i testi D), E), F): Nueter, XXVI, n. 51, giugno 2000

Per il testo G): Nueter, XXV, n. 49, giugno 1999

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