
IL DIALETTO DI TORRI
(SAMBUCA PISTOIESE)
ALLA RICERCA DEI RELITTI LINGUISTICI DI UNA ANTICA COLONIA REGGIANO - MODENESE
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Nel trattare dei dialetti sambucani e della gorgia toscana in Alto Reno abbiamo osservato che Torri rappresenta, tra tutte le frazioni del Comune di Sambuca Pistoiese, quella più toscana in assoluto; l'unica in cui si manifesta il fenomeno della "gorgia toscana" (buha, hampori, etc.) [1].
Nel trattare del dialetto di Treppio (Treppio e la questione garfagnina) abbiamo tuttavia accennato al fatto che Torri fu riabitata da una colonia reggiana, di tale colonia reggiana abbiamo più diffusamente trattato inaltra pagina (Reggio Emilia e Torri). E, tuttavia, un nuovo elemento di riflessione si è aggiunto a quelli considerati inprecedenza, un elemento importante ...
Dalle memorie di Marco Pelagio Mattei (Parroco di Fossato dal 1810 al 1856):
"Fu ripopolato il paese di Monticelli e di Torri da modenesi, da Niccolao Gioffredi del Secchio del contado di Reggio e da altri suoi seguaci circa l'anno 1455 ...
A Torri vi sono molte famiglie de' Gioffrdedi e più persone hanno porato e portano il nome di Giminano (Santo protettore di Modena) e il dialetto di Torri è tutto quello de' modenesi" (L. BATTISTINI; "Lentula", pbblicato dall'autrice col patrocinio delle Province di Pistoia, Prato e Bologna nel 2000 a Rastignano, p. 102).
La prima considerazione che discende dalla lettura di questo brano è relativa alla colonia di Torri che risulta essere non solo reggiana, ma anche (e principalmente) modenese ...
Ancora nel XIX secolo a Torri si parlava non toscano, ma emiliano (modenese e forse misto col reggiano!) Segno che la colonia era ancora viva e robusta ... Poi, nel giro di un secolo o poco meno, Torri si è trasformata nella frazione toscana per eccellenza della Sambuca Pistoiese (pur continuando a essere abitata dai discendenti dei colonizzatori modeneso - reggiani, come testimonia il cognome Gioffredi ancora attestato a Torri).
Una ricognizione su ciò che è sopravissuto di emiliano nel parlare di Torri ha dato un risultato sconfortante ...
Su 324 (trecentoventiquattro) toponimi registrati per la zona di Torri (usato in proposito l'eccellente "Dizionario Toponomastico del Comune di Sambuca Pistoiese", Pistoia, 1993) solo 19 (il 5,9%) sembrano presentare un qualche esito riconducibile a influssi emiliani, questo contro 11 toponimi (il 3,4 %) in cui la toscanità di Torri arriva alla "gorgia".
Gli esiti settentrionali riguaradno i seguenti toponimi:
1) arciceda per arciceta;
2) bagio della madonna per bacio della madonna;
3) bore per borre;
4) La ca' per la casa;
5) ca' del cucco per casa del cucco;
6) ca' del re per casa del re;
7) ca' d'ulivo per casa d'ulivo;
8) casa fugini per casa fucini
9) ceredoli per cerretoli;
10) cereta per cerreta;
11) fonte della buraia per fonte della burraia;
12) la fora per la forra;
13) fosso della buraia per fosso della burraia;
14) fosso della cereta per fosso della cerreta;
15) fosso di cerredoli per fosso di cerretoli;
16) molin vecchio per molino vecchio;
17) bagio per bacio (nel 1730 è attestato la forma basgio che tuttavia presenta già la vocale finale alla toscana);
18) pra dall'oca per prato dell'oca;
19) coloré (forse da "colora" per nocciola visto che il toponimo prende il nome da un terreno già utilizzato a campi).
Da notare che i casi n. 3, 10, 11, 12, 13, 14 presentano il solo fenomeno dello scempiamento della "rr", fenomeno ben attestato anche a Pistoia (cfr. G. GIACOMELLI, "Vocabolario Pistoiese", Pistoia, 2000, p. 17).
Il contributo emiliano pare così ridotto a solo 13 casi (4,0%), un contributo altresì limitato visto che tutti e 19 i toponimi considerati sono da considerarsi complessivamente di tipo toscano.
Esito altrettanto sfortunato ha dato una ricerca su i nomi locali di arbusti e funghi:
ARBUSTI
Maggiociondolo: come in italiano
mirtilli: "bagioli" (forma ben attestata nella montagna pistoiese)
FUNGHI:
Porcino: "Fungo" come a Frassignoni e Lagacci;
Boleto Lurido = "Rossola" come a Posola e Castello di Sambuca;
Galletto = "Galletto" come in tutto il territorio comunale di Sambuca Pistoiese;
Ovolo bono = "Grifale" come a Monachino, Treppio, San Pellegrino e Lagacci;
Mazza di Tamburo= "Fungaccio" (niente di più lontano dal modenese "bòbla").
Di tutti i vocaboli attestati in aree vicine (Badi, Pavana, Treppio, Sambuca, Stagno e Bargi), che possono avere risentito in qualche maniera di influssi provenienti da Torri, solo due per due ci pare possibile la riconduzione a un modello modenese:
il primo è "musaragnola" (clicca qui)
il secondo (a sorpresa) è bubbola usato a Treppio e Posola per indicare la mazza di tamburo. Tuttavia bubbola è presente in altre parti dell'Appennino Pistoiese anche a sud della famosa Linea La Spezia - Rimini (o Massa - Senigallia che dir si voglia).
Un approfondimento meriterebbe "arcopedagno" per arcobaleno, che tuttavia, risulta presente anche in altre realtà bolognesi e toscane.
In ogni caso solo sette (o otto) parole sembrano ricondursi alla presenza linguistica di questa colonia modenese - reggiana:
1) "Cà" per casa; 2) "colora" per nocciola (attestato per la montagna modenese, ma assente a Modena e Reggio dove è usato ninzola); 3) "pra" per prato; 4) "molin" per molino / mulino; 5) "basgio" per bacio; 6) "musaragnola" per talpa; 7) "bubbola" per mazza di tamburo
Più, eventualmente ...[8) "arcopedagno" per arcobaleno]
E' come se ci trovassimo di fronte alle briciole di una biblioteca andata in fiamme ...
Un motivo di riflessione per chi ha a cuore i nostri dialetti (in via di estinzione)... [2].
NOTA:
[1] Nel mese di luglio 2003, durante un incontro casuale avvenuto a Pistoia, il Presidente dell'Associazione per lo Sviluppo Turistico di Torri (il giornalista Paolo Gioffredi) ci ha informati sull'uso a Torri del dittongo "ie" in luogo di "é" (es: "miele" e non "méle"). Il 05/09/2003 abbiamo parlato anche con una anziana residente della Collina (frazione di Pistoia), ma originaria di Torri; la signora c'informava non solo che la pronuncia della parola miele è come italiano, ma anche del fatto che a Torri la forma Ca' per casa non è in uso se non per indicare alcune località (a Torri si usa "casa" come in italiano e toscano). Da segnalare come già a fine '800 il dialetto di Torri apparisse sostanzialmente di tipo toscano (clicca qui). Sulla questione di hampori clicca qui.
[2] Dai dati che abbiamo a disposizione possiamo comunque ipotizzare che nel XIX secolo a Torri non si parlasse più da tempo un vero "dialetto modenese", ma un dialetto fortemente toscanizzato simile al pavanese (pensiamo a quel "basgio" che tradisce la sibilante postpalatale sonora "j"e a quel "molin" che lascia intendere la caduta di -e -o se precedute da nasale semplice).
Relativamente alla presenza di una colonia modenese - reggiana in quel di Torri è da precisare che il fenomeno delle isole linguistiche nate da colonie non è un evento raro, anzi: colonie gallo - italiane in Basilicata e in Sicilia, colonie bavaresi nel veronese (i Cimbri), colonie occitane in Calabria (Guardia Piemontese), colonie croate in Molise, etc. Rimanendo nell'ambito più ristretto dell'Appennino Tosco - Emiliano si pensi, infine, a Gombitelli (frazione di Camaiore in provincia di Lucca): "Per arrivare a Gombitelli bisogna recarsi a Camaiore e da qui attraversare il valico di Montemagno e poi, percorsi pochi km., girare a sinistra per la strada che risale fra i boschi e giunge nei pressi del borgo: questo è formato da due nuclei di case ed è interessante notare come rappresenti un'isola linguistica, avendo conservato un dialetto di origine gallo-romana più simile all'emiliano che al toscano. Le cause sono da ricercarsi nel fatto che Gombitelli, alla fine del Duecento, fu distrutto dai lucchesi e che fu ripopolato nel Quattrocento con genti di provenienza piemontese e emiliana, artigiani del ferro: e questa attività è sempre stata la caratteristica di questo paese anche oggi noto per la produzione di chiodi ma anche per la produzione di salumi."
(Per saperne di più clicca alla pagina:
http://www.ursea.it/alpiapuane/monte_prano/monte_prano.htm)