La collina degli Elfi
Collina di Treppio è in pieno sole. Sulle montagne pistoiesi vivono gli Elfi. Persone in carne e ossa, i primi dei quali sono saliti su queste colline 15 anni fa: piccoli insediamenti, da due a 20 persone in antiche case in pietra e legno con la classica struttura, cucina in basso, soppalco-notte in alto. Quanti sono? Forse un centinaio. Molti raggiungibili, alcuni più nascosti. "Casetta bruciata" sorge a lato di una mulattiera settecentesca che collega due valli. Quando compaio con i miei abiti cittadini, Giovanna, pancia di sette mesi all'aria, resta con la zappa a metà. Anche Diego diffida. Ma se i giornalisti non sono molto amati, le persone comuni sono ben accette. Condividere la giornata con loro è la mossa più indicata. Eccomi allora a girare la polenta sulla cucina a legna. Niente luce elettrica, bagno en plein air: qui vivono in 6 più i bimbi, coltivando l'orto, scambiando prodotti con gli altri della valle. Alcuni si sono comprati casa e terra, altri l'hanno occupata, in alcuni casi con il consenso dei vecchi proprietari che non ne usufruivano più. Daniela, universitaria convertita alla terra, e il suo bambino sono qui solo da pochi mesi. E' una persona consapevole e tranquilla. Per pranzare planano da "Casetta delle Aquile" anche Angelo e Cisca, elfi di lungo corso, artigiani di cuoio, legno e vimini. Bruno, ex-elfo che vive a Lecco, è tra gli ospiti della tavolata e ha nostalgia di queste parti: in poche parole rappresenta il suo desiderio: "La vita in una città, anche piccola, ha ritmi, rumori, odori insostenibili. Sento il bisogno di altri tempi e altra aria, di persone con cui condividere idee e valori". Per digerire erbe cotte e polenta, lenticchie e insalata niente di meglio di un po' di lavoro. Mi ero sempre chiesto come si innestassero le travi nel muro. Ecco. In sei solleviamo il tronco e lo infiliamo nel muro scavato, prima da una parte e poi dall'altra. Quando riparto scendo verso Treppio con Diego e un piccolo elfo sulla schiena.
dal sito Terre di mezzo