| http://lanazione.quotidiano.net/2003/08/17/giornale/9/3/ LA NONNA DEGLI ELFI La Nazione 17 agosto 2003 – edizione di Pistoia COLLINA DI TREPPIO (Sambuca) Fra meno di due settimane rimarrà l'unica abitante di Collina e poi, per un anno, Giuseppina Bianchi sarà soltanto "la nonna degli Elfi". In questi giorni invece il caseggiato che prende il suo nome «La Peppa» risuona di risate e di parole straniere. «Sono i figli e i nipoti ci spiega di chi emigrò, tanti anni fa, a Parigi e a Ginevra, tornano qui tutti gli anni per Ferragosto». Anche Collina, cento metri più avanti, ultimo avamposto prima del versante di Treppio della Valle degli Elfi, Casetta Bruciata e Casetta delle Aquile, è piena di famiglie che si rilassano nel verde. E' caldo anche lì, a quasi mille metri, ma l'afa è lontana e la sorgente zampilla fresca. Giuseppina, Peppa, Beppina, è una leggenda vivente nella valle e qualche giorno fa ha scritto al sindaco di Sambuca, alla stazione dei carabinieri e della forestale, alla Comunità Montana, nonchè alle redazioni dei giornali, per raccontare della sua cagnolina Bruschetta morta, presumibilmente, per aver mangiato un boccone al veleno, di quelli, lei pensa, destinati alle volpi. Una morte che le ha lasciato una scia di insopportabile sofferenza. Ne aveva tre, di cagnolini, e oggi cammina sempre scortata dagli altri due, Marione, timidissimo, e Tittino, sovrappeso e molto affettuoso. Dietro la morte atroce di Bruschetta c'è la sua solitudine di donna, non ne ha fatto mistero neanche nella sua missiva alle autorità. «Ho 81 anni, sono vedova e senza figli aveva scritto e l'inverno è lungo». Dopo la sua lettera tutti i destinatari si sono messi in contatto con lei. «Vorrei che facessero più controlli ci ha detto perché ora ho paura che succeda qualcosa anche agli altri due e io come potrei affrontare l'inverno senza di loro, vorrei che rimanessero con me...». Giuseppina era la moglie di Vittorio Bartoletti, morto undici anni fa. «Venne operato alla prostata ci racconta ma aveva l'asma e ci furono delle complicazioni. Degli amici avevano dei canini e presi Tittino, la Bruschetta era randagia e raccolsi anche lei e poi partorì Marione». Al Monachino, dove Giuseppina è nata e dove lavorava in un'osteria prima di sposarsi, vive la famiglia del fratello Giuseppe, che ha 92 anni. D'inverno le uniche persone che vede passare sono gli Elfi. «Sono bravi ragazzi, a volte si fermano a mangiare e ogni tanto vado io su da loro.Quando nevica vengono a spalarmi la neve davanti a casa. Sono stati loro che hanno trovato la Bruschetta morta e l'hanno sotterrata. Hanno scelto di vivere così e devono essere rispettati e compresi per questo. Un anno fa morì un loro bambino, durante il parto. Sono andata anch'io al funerale, sono venuti a prendermi perchè volevano che partecipassi al loro dolore». Il senso di ospitalità della Peppa è grande e ha radici lontane. «Quando era vivo mio marito avevamo una botteghina, una bettoluccia, qui, in questo posto che un tempo si chiamava Calinani.La gente si fermava a mangiare da noi, chi era di passaggio e chi era qui per lavorare ai pali della luce e del telefono. Cucinavamo cose genuine, c'era anche chi si prenotava e per chi arrivava all'ultimo momento c'era sempre la pasta al sugo. Poi abbiamo chiuso, la gente è andata via e ritorna solo d'estate, ma prima della fine d'agosto qui torna il silenzio». di Lucia Agati |