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NOTA SUL DIALETTO DI ORSIGNA

(Frazione di Pistoia)

 

PREMESSA La frazione di Orsigna è la frazione più settentrionale del Comune di Pistoia, costituita da alcuni abitati e da un centro più importante che porta il nome della stessa frazione, essa è posta nell'omonima valle. Questa frazione è collegata a Pracchia attraverso una strada carrozzabile.

NOTA SUL DIALETTO  Poiché la località si trova lungo la linea La Spezia - Rimini, e poiché l'omonima valle confina con i Comuni di Granaglione (Vizzero), Porretta Terme e Lizzano in Belvedere, si può ipotizzare che il suo dialetto abbia subito influssi di tipo emiliano (1).

Per questa località si può, anzi, sicuramente affermare l'uso in passato del dialetto alto pistoiese trattato dallo studioso dell'IRSA G. Jori in altra pagina di questo sito.

Tuttavia la situazione attuale, ci pare di comprendere, è quella di un dialetto di tipo marcatamente toscano.

ESITO DI DUE MICROINTERVISTE  In data 27 agosto 2003 abbiamo fatto, come molti in Alto Reno, un'escursione fino al Rifugio di Porta Franca. Questa escursione ci ha consentito di poter discutere velocemente con due anziani di Orsigna (un uomo e una donna di circa 70 / 75 anni residenti in loco durante tutto l'anno). Il poco tempo a disposizione ci ha consentito di porre solo quattro domande:

1) come si dice casa ad Orsigna?

2) come si dice ramarro ad Orsigna?

3) come si dice mirtilli ad Orsigna?

4) come si dice miele ad Orsigna?

Le domande n 2 e n. 3 servivano a valutare la conoscenza dialettale (se avessero risposto come in italiano avremmo dovuto considerare gli informatori (per quanto anziani) non attendibili), mentre le domande n. 1 e n. 4 servivano a valutare il grado di "emilianità" del loro dialetto.

Le risposte sono state:

1) casa = casa;

2) ramarro = ramallo;

3) mirtilli = piuli;

4) miele = miele.

Le risposte n 2 e 3 dimostrano che i parlanti conoscono il dialetto ("piuli" è usato ad esempio nelle vicine Vizzero e  Frassignoni, mentre "ramallo" è di tutto l'Alto Reno). Le risposte n 1 e n 4 inquadrano però questo dialetto fra quelli di tipo marcatamente toscano.

Abbiamo anche provato a suggerire la risposta "Ca'" e "méle", ma per tutta risposta l'anziano signore d'Orsigna ha detto che da loro "non usa" e analoga risposta abbiamo ricevuto dalla signora (2).

La parlata degli intervistati presentava inoltre il classico raddoppio fonosintattico e la gorgia toscana.

NOTA:

(1) La strada di Orsigna (che passava per Porta Franca (già Porta Galla)) rappresentò nel medioevo un importante collegamento fra Toscana e Nord Italia.

(2) i due anziani sono stati intervistati separatamente.

sul dialetto di Orsigna clicca anche su: Una lettera sul dialetto di Orsigna 

e anche su: Lavacchio e Lavacchina


NOTERELLA SUL DIALETTO DI PRACCHIA

(Comune di Pistoia)

Anche il dialetto di Pracchia risente di alcuni elementi gallotoscani. Secondo la testimonianza di Rohfs ad esempio:

1) sono presenti alcuni vocaboli d'origine settentrionale, ad esempio:

  • il pracchiese "raggia" per rovo (cfr. G. ROHLFS, "Studi e ricerche su lingue e dialetti d'Italia", Sansoni, Firenze, 1997, p. 175) che deriva dal bolognese "raaza";
  • il pracchiese "fioppo"per pioppo (cfr. T. ZANARDELLI, "Saggi folklorici in dialetto di Badi, Zanichelli, Bologna, 1910, p. 68) che deriva dal bolognese "fiopa"(da segnalare che lo stesso Zanardelli (ibid., p. 67 - 68) afferma che a Porretta il pioppo è detto "fioppa" con raddoppio consonantico di tipo toscano).

2) determinate pronuce erano di tipo settentrionale "méle" anziché miele (cfr. G. ROHLFS, "Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti" § 85);

3) la gorgia toscana risulta presente solo in "K" (la "c" di casa) e in forma indebolita (non "h", ma "ch" tedesco (cfr.  G. Rohlfs, "Grammatica Storica" § 195)).

Sono inoltre presenti tutti gli elementi di tipo settentrionale presenti anche nel dialetto della citta di Pistoia (raddoppio di m, degimazion e di r, etc.).

E' altresì vero, tuttavia, che la base del pracchiese è propriamente toscana / pistoiese, come dimostrano anche i due piccoli esempi riportati di seguito:

1) "questo vuol dire scanzare la fatica" (da una 'poesia' del poeta di paese (letta il 27/08/03))

2) "meglio un bove gentil di chi coi versi raglia" (dalla risposta (letta il 27/08/03)).

Il primo esempio riporta la classica affricazione pistoiese (s>z). Nel secondo esempio si può leggere un tipico termine della lingua toscana ("bove") che risulta ben attestato anche nel restante Alto Reno (Biagioni, Lagacci, etc.).

Piccole, interessanti, note sul dialetto di Pracchia sono anche nel libro dedicato alla sintassi della Grammatica di Rohlfs: "A Pracchia (nell'appennino pistoiese) annotai felciaio, ginestraio, orticaio, stipaio, ma anche fungaia, giuncaia, fioppaia)" (G. ROHLS, "Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti - sintassi”, Einaudi,Torino, 1986, pp. 394 - 395); "L'antica forma [per tre] neutra 'tria' si ritrova... nel vernacolo toscano (Versilia, Pracchia), 'trea'" (Ibid. pp. 310-311)  ; "alcune forme antiche [per i numeri ordinali] sono state rifatte col suffisso -esimo... per esempio in provincia di Pistoia (Pracchia) 'novesimo'" (ibid. p. 316).

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