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IL COMUNE DI CANTAGALLO Riportiamo di seguito alcune informazioni dal sito web "radicidue" su questo Comune toscano così importanto per noi per il presente (la frazione di Fossato con i relativi abitati di Fossato, Molino di Fossato, Acqua Pratese e Lentula Pratese costituiscono l'Alto Reno Pratese) e per il passato (i sambucani abitati Treppio, Torri, Monachino, l'Acqua Pistoiese, Lentula appartennero al Comune di Cantagallo fino al 1833) Comune di Cantagallo (PO) 
Il territorio del comune di Cantagallo si estende per 94,92 kmq tra il lato destro del Bisenzio e la vallata del Limentra occidentale, su un territorio in buona parte montuoso, nei contrafforti della catena appenninica. Terra feudale, fu istituita sede di comunità dal granduca Pietro Leopoldo nel 1774; ha raggiunto l'assetto attuale nel 1984 con l'aggregazione di una zona tolta al comune di Barberino di Mugello. Il paese di Cantagallo, dall'aspetto alpestre, sovrastato da una catena di monti che quasi lo nascondono, pare essere stato nascosto per secoli anche dai grandi eventi della storia. Poche sono infatti le notizie pervenuteci a proposito di questo paese e delle frazioni del suo territorio. Fino al XIV secolo fu dominio di una schiatta di piccoli feudatari locali, i nobili da Cantagallo, vassalli dei conti di Vernio, quindi entrò a far parte della giurisdizione di Firenze. Al contrario il capoluogo, Luicciana, era nel Medioevo sotto la giurisdizione civile e politica di Pistoia e vi aveva sede il podestà della Val di Bisenzio, come risulta da alcuni documenti della fine del Trecento. Altra località di un certo rilievo storico è Trebbio (anticamente Treppio), nel Medioevo sede di una pieve dipendente dalla diocesi di Bologna e oggetto di lunga disputa tra Pistoia e la Santa Sede, disputa terminata con l'acquisizione pistolese di Trebbio e di altri castelli circonvicini nel 1319; in epoca granducale a Trebbio c'era la dogana. Nel passato le risorse economiche derivavano principalmente dal bosco, sia per il taglio periodico che consentiva la vendita di legna e di carbone, sia per la raccolta delle castagne e dei funghi; sviluppata era anche la pastorizia e, nelle piagge più in basso, la coltivazione dei cereali, di vigneti, di lino e di canapa; le attività artigianali si limitavano alla costruzione di attrezzi utili per il lavoro agricolo e alla filatura di canapa e lino. Le risorse economiche attuali si basano essenzialmente sugli opifici tessili (specializzati nel carbonizzo, nella filatura del cardato, nelle rifinizioni) che si trovano nelle frazioni di Carmignanello e di Usella, mentre si tramandano ancora le attività silvo-pastorali e nel fondovalle si coltivano viti, olivi, cereali e patate. La popolazione totale del territorio comunale raggiunge, nel 1991, le 2.536 unità con una densità di 27 abitanti per kmq. Nelle età precedenti il numero degli abitanti era stato di 3.393 unità nel 1551, di 3.608 nel 1745, di 4.434 nel 1830, di 3.789 nel 1881 e di 4.654 nel 1936. Nel 1951 Cantagallo contava 4.324 abitanti, che scendevano a 2.913 nel 1971 e a 2.547 nel 1981.  STEMMA. D'azzurro, al gallo ardito al naturale, voltato, posto su una campagna di verde, sormontato dal motto: «Somnolentos increpat». Il galletto ardito in atto di cantare sta chiaramente in rapporto col nome del paese. Il motto che lo sovrasta conferma la definizione di stemma «parlante», usata dal Passerini al momento della conferma del simbolo alla comunità, nel 1860. http://www.radicedidue.com/Toscana/toscana.cgi?rdd1=04&rdd2=0901
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