LE PATERLENGHE

la paterlenga
E’ uscito sul numero 24 della rivista “Savena Setta e Sambro” [1] un articolo sulle paterlenghe (il frutto della rosa canina). E’ un articolo assai interessante non solo perché riporta l’aerale del termine ‘paterlenghe’, ma anche una ipotesi sull’origine del nome:
il nome ‘paterlenghe’ secondo l’articolista è in disuso nella provincia di Bologna tranne nella montagna occidentale. Lo stesso nome risulta presente anche nel Frignano, nell’Appennino Modenese e nella Valle del Reno Pistoiese (si fa riferimento ai termini peterlinga e petrolinga che indicano la drupa di questa pianta presso le sorgenti del Reno (tra i comuni di Pistoia e Piteglio))[2].
Il nome paterlenga potrebbe ricondursi, sempre per l’articolista, alla radice latina ‘pater’ inteso come divinità (il latino Iuppiter Penninus ovvero l’etrusco Tin Affnin di uguale significato). La rosa, infatti, avrebbe un valore magico sacrale(dalle nostre parti il Sole delle Alpi è conosciuto col nome di Rosa della Montagna ed è un simbolo ampiamente diffuso nell’appennino pistoiese (compresa la stessa Pistoia) e bolognese). Altra ipotesi proposta fa riferimento, invece, alle lingue germaniche ed è dedotta dalla presenza delle radice pa/po (da cui l’inglese moderno hipo per la rosa canina) nonché dal suffisso –ingo / -enga [3].
Si segnala, come parentesi, l’uso del termine raggia (in luogo di rovo) in tutta l’Alta Montagna Pistoiese [4].
nota
[1] Savena Setta e Sambro, n. 24, giugno 2003, pp. 13 ss.
[2] altre varianti di paterlenga le troviamo, ovviamente anche a Treppio, Sambuca, Pavana, etc. nonché in Garfagnana. Secondo Remo Bracchi (cfr. Nueter, n. 57, giugno 2003, p. 132) varianti di paterlenga le troviamo nel cremonese, nel mantovano, a Solferino, nel piacentino, nel lunigiano, nel pistoiese (Prunetta e Piteglio), nel veneziano.
[3] una diversa teoria sull'origine del nome paterlenga è in Nueter n. 57 (XXIX - 2003) pp. 132 - 136.
[4] il Rohlfs ad esempio cita raggia a Pracchia (cfr. G. ROHLFS, "Studi e ricerche su lingua e dialetti d'Italia", Firenze, 1997, p. 175). E' evidente che il 'raggia' pistoiese e il 'raaza' bolognese sono la stessa parola come confermano le equivalenze fonetiche regolari.