
Addio vérde
(Da "La Musola" n. 41 (1987) pp. 125 - 126)
il paese di Rocca Corneta
"Voglio salutare il vérde prima che scompaia del tutto!
Sia chiaro che non intendo parlare del vérde dell'erba (...) Intendo, invece, parlare della parola vérde. O, per dire meglio, del modo di pronunciare la parola vérde. Perché ormai noi montanari del Belvedere stiamo scivolando dal vérde al vèrde (...)
Una volta costruire una casa era una grande impresa. Quando si arrivava a coprirla con il tetto tutti erano contenti e si faceva una grande bencotta per mangiare e brindare insieme (...) Ma questa festa oggi si chiama bandiga, all'uso dei bolognesi, perché bandiga è parola del dialetto bolognese (...)
Si, lo so, c'è la libertà di parola; però ...
Prima di tutto, questo abbandono della nostra parlata mi pare poco riguardoso verso gli antenati. poi mi sembra inutile, se non dannoso (...) Siamo soltanto copioni (...) mentre la nostra parlata è bella. E se non lo fosse sarebbe pur sempre la nostra (...) Il parlare dei bolognesi, poi, è molto più lontano dal bello italiano di quanto non sia il nostro. Che è vicinissimo. Il nostro parlare in lingua italiana (senza scimiottare i bolognesi) non ha caratteristiche regionali. Chi ci ascolta difficilmente sa dire da dove veniamo. Forse perché il nostro linguaggio è antichissimo (...) Però sono ottimista (...) Ho fiducia che questa nostra umile e cara parlata montanara possa ancora uscire, pur mutata, ma riconoscibile, dalla bocca dei figli dei figli dei nostri figli. E via andare".
B.H. Jòn (Giorgio Filippi)