FORMA URBIS
La nostra montagna e la città "indifferente"

Partiamo da un presupposto: Attraverso il paesaggio possiamo riconoscere una cultura e una società non meno che attraverso altri modi come il vestire, il mangiare, etc.
Il passaggio è il frutto dunque dell'epoca in cui viviamo e l'epoca in cui viviamo è quella della globalizzazione e del fast food.
Il risultato di questo processo è così la moderna città metropolitana che, prima ancora di essere una mostruosità burocratica, è una mostruosità di paesaggio. La città metropolitana è infatti il risultato finale del disfacimento della "forma urbis", l'epigono movimento che partendo dal processo di espansione del centro storico alla prima periferia, è giunto alla città "indifferente" dei giorni nostri, una città dei "non luoghi" fatta di multisale, ipermercati, discoteche ...
E parliamo di una città "indifferente" perché questo modello, che rappresenta lo spaesamento fisico ed angoscioso dell'uomo e del paesaggio, non è più di Bologna e del suo hinterland, ma si è esteso a tutto il territorio provinciale: da Bazzano (dove si sta costruendo un centro commerciale) a Castel di Casio (si pensi alla Berzantina o all'orribile palazzone sede del CoSeA).
E così la città metropolitana si profila come il paradigma del paesaggio nuovo moderno, che è il risultato dell'urbanizzazione totale, con la perdita della leggibilità del paesaggio e la fine del rapporto uomo - storia - natura.
Che senso ha, infatti, costruire grattacieli sulle propaggini montane o collinari, se non quello speculativo?
Noi temiamo, abbiamo orrore, ancora prima degli effetti burocratici del modello Città Metropolitana, della città metropolitana di fatto: l'esito di quel processo di globalizzazione esasperato in cui città e campagna si assemblano in uno spazio misto, ibrido e senz'anima.
E' anche per questo che crediamo nella piccola patria e nell'Alto Reno Toscano ...
E' nella nostra identità ed alterità rispetto a Bologna che possiamo sperare in un futuro fatto di equilibrio fra "memoria" e "novità" senza alterare il senso del luogo.
