
IL CONFINE LINGUISTICO: I DIALETTI "ALTI" DELL'AREA APPENNINICA
Stralci dell'intervento di Barbara Beneforti al Convegno tenuto a Capugnano il 09/09/2000 e promosso da
Nueter - Porretta Terme
Società Pistoiese di Storia Patria - Pistoia
"L'Appennino tosco - emiliano riveste un interesse particolare non solo dal punto di vista storico, ma anche dal punto di vista linguistico- Si tratta indubbiamente di un territorio peculiare: rappresenta da sempre il confine "naturale" tra continente e penisola e, in un certo senso, ne costituisce il punto di contatto...
Detto questo, consideriamo, che è stato da più parti osservato come i dialetti parlati dalle popolazioni che abitano la dorsale appenninica, più o meno dalla Lunigiana fino alla cosidetta Romagna Toscana, presentino delle similitudini fra loro ...
il territorio di cui ci occupiamo si trova su uno dei confini dialettali tradizionalmente più importanti, cioè sulla cosiddetta linea La Spezia - Rimini. Questa linea è sempre stata considerata un confine dialettale molto netto... In realtà nelle zone di contatto linguistico ci sono delle aree (o delle micro - aree) miste e di complessa classificazione. Comunque questa linea La - Spezia Rimini è definita da diverse isoglosse (cioè linee che segnano il confine di determinati fatti linguistici). Le più importanti riguardano la sonorizzazione delle consonanti occlusive sorde intervocaliche e lo scempiamento delle consonanti doppie. Semplificando si tratta di questi fenomeni:
le consonanti c,t,o quando sono fra due vocali diventano rispettivamente g,d,v. Infatti in Toscana si dice "fico", al Nord "fig".
Le consonanti doppie sono conservate in Toscana e in tutta l'Italia meridionale, ma si scempiano nell'Italia settentrionale.
Sulla base di questi e di altri fatti fonetici è stato tracciato il confine fra dialetti settentrionali e dialetti toscani, ma i dialetti che si trovano lungo la fascia appenninica si comportano in una maniera un po' particolare, vale a dire che non sempre viene rispettata la regola che ci si aspetterebbe e questo avviene in tutta la fascia appenninica. Per esempio è vero che in molti casi le consonanti occlusive sorde si sonorizzano quando sono in posizione intervocalica, ma spesso invece non cade la vocale finale delle parole: per intenderci in Toscana si dice "fico", al Nord "fig", in molte zone della fascia intermedia si dice "figo" (con la consonante "g" come al Nord ma con la coale finale "o" come in Toscana).
Anche per quanto riguarda altri suoni la situazione è complessa ...
Un altro problema riguarda una serie di parole che sono state rintracciate soltanto nei dialetti di questa area. Molti di questi particolarismi lessicali sono legati all'ambiente rurale e famigliare... Questi tipi lessicali trovano riscontro soltanto in questa area appenninica. Il caso di "iara". Se andiamo a vedere le zone in cui questa parola è tradizionale del dialetto troviamo queste attestazioni:
Pontremoli: iara "greto del fiume, fiume"
Pieve Fosciana, San Pellegrino in Alpe: aiara "greto del fiume"
Pavana: iara "greto del fiume"
Bacino di Suviana: iara "greto del fiume"
Orsigna: iaia - iara "ghiaia"
Ricapitolando, vediamo che la zona di diffusione di questa parola (dalla Lunigiana alla Versiglia, alla Garfagnana, alla Valle della Limentra, a Sambuca Pistoiese al Casentino) è la fascia appenninica.
... Si può dunque parlare di un'area appenninica periferica, dove si incontrano e si sovrappongono due tradizioni linguistiche diverse creando una zona cuscinetto, come la definisce Guccini o una area cerniera come preferiscono altri"