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 IL CASO PORRETTA

L'Affidamento a Sebo degli Acquedotti Comunali e le conseguenze per l'Alto Reno

clicca anche su Il Caso di Casio (per sapere cosa è successo nel 1995 con SEABO)

 clicca anche su PRESA DI POSIZIONE COMITATO  (per sapere cosa sta accadendo a fine 2002 nel bacino emiliano del Reno)

Castello Manservisi di CastelluccioIl Castello Manservisi di Castelluccio

Il 20 dicembre 1996 il Consiglio Comunale di Porretta Terme (con l’astensione del Consigliere Palmieri e il voto contrario della minoranza e del gruppo consiliare di Rifondazione Comunista) deliberò l’affidamento del servizio idrico integrato (depuratore e acquedotto) alla SEABO (già ACOSER e oggi HERA),  motivandolo con l’assoluta mancanza di acqua fornita dalle sorgenti locali. In tale occasione l’allora Sindaco Mauriti dichiarò che l’88% dell’acqua consumata a Porretta nel 1996 era stato acquistato da ACOSER (480.000 mc su un totale di 545.000 mc distribuiti). Tuttavia ciò cozzava (e cozza) coi dati comunali forniti nel 1989 dall’Ufficio Tecnico Comunale (vedi sotto) e dai dati forniti dallo stesso Comune nel 1996 (vedi intervento del Consigliere Facci durante la seduta del Consiglio Comunale del 20/12/1996), dai quali emergeva (ed emerge) che gli acquedotti di Porretta Terme assicurano (come portata minima!) un approvvigionamento di 1,2 milioni di mc d’acqua (più del doppio del fabbisogno comunale), ciò anche non considerando i pozzi inquinati del Castanea (5 litri / secondo). Altri dati comunali peraltro facevano emergere una situazione paradossale:

1)  gli attingimenti  provenienti da ACOSER (che costituivano per il Sindaco l’88% di tutta l’acqua consumata nel territorio Comunale) potevano (e possono) essere distribuiti al solo 50% della popolazione comunale, il rimanente 50% non può attingere acqua attraverso collegamenti con  reti di approvvigionamento ACOSER;

2)      le più importanti fonti di approvvigionamento locale (es: Podirolo con una portata minima di 7 litri/sec.) servono il 50% della popolazione che può attingere ad ACOSER, dunque il rimanente 50% dovrebbe farsi bastare meno del 12% dell’acqua complessivamente consumata a Porretta;

3)      gli incrementi più consistenti di acquisti di acqua da ACOSER sono avvenuti durante i mesi invernali anziché durante i mesi estivi (con percentuali d’aumento fino al 3170%!!).

L’affidamento a SEABO degli acquedotti comunali di Porretta (peraltro pagati pochissimo da SEABO come dimostra il caso Podirolo: 33 milioni per l’uso trentennale di sorgenti di altissima qualità e di sistemi idraulici considerati un capolavoro dall’Ing. Ghelli di SEABO) fu dunque quantomeno un errore. Un errore che è costato e ci costerà caro, a Porretta e all’intero Alto Reno: non ha reso possibile la realizzazione di un Consorzio Acquedottistico dei Comuni Montani e, quindi, ha reso più facile il lavoro di  Bologna per il possesso e la gestione della nostra acqua, un progetto a cui oggi manca il solo tassello di Sambuca Pistoiese (vedi  Bologna e la nostra acqua).

Due curiosità per concludere, ma che nel loro piccolo inducono a pensare:

1)      il Podirolo, che come portata minima assicura 220.752 mc annui, è un gruppo di sorgenti che sorgono sopra Lagacci (Comune di Sambuca Pistoiese);

2)      l’inquinamento da gasolio dei pozzi del Castanea (una delle ragioni che hanno indotto l’Amministrazione Comunale ad affidare a SEABO gli acquedotti di Porretta), sulla base di sentenza di un Tribunale, non è da addebitarsi alle Terme SpA. Potrebbe esserci un altro colpevole? E chi?

APPENDICE

Dal “Piano di riassetto degli acquedotti comunali” (fonte UTC di Porretta 31/03/1989)

Captazione

Pizzacchera           1,25 litri/sec. come portata minima

Podirolo                7,00 litri/sec. come portata minima

Madonna Elta        0,10 litri/sec. come portata minima

Piastrola                0,35 litri/sec. come portata minima

Gaide                    1,50 litri/sec. come portata minima

Tresana                 2,00 litri/sec. come portata minima

Foiado                  1,00 litri/sec. come portata minima

Corvella                0,35 litri/sec. come portata minima

Cà Falchi              0,20 litri/sec. come portata minima

Gaggiano              0,35 litri/sec. come portata minima

Pra Lungo            0,35 litri/sec. come portata minima

Cà Giannino         0,20 litri/sec. come portata minima

Rio Albareto        1,00 litri/sec. come portata minima

Lago di Canale    0,60 litri/sec. come portata minima

Rio Ombrighenti 2,00 litri/sec. come portata minima

Pallareda           13,00 litri/sec. come portata minima

Rio Baricello       6,00 litri/sec. come portata minima

______________________________________________

TOT.                  37,25 litri/sec. come portata minima  

                          pari a 1.174.716 metri cubi/anno

Ciò non considerando i Pozzi del Castanea (5 litri/sec.)

Da leggere anche gli articoli pubblicati sull'argomento nei numeri 2 e 5 de "Il Brocciolo", anno 1998

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