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EVOLUZIONE DELLA GLOSSA SETACCIO DA BOLOGNA A PISTOIA

 

 

Bologna: Sdaaz

Capugnano: Sdaz (1)

Porretta Terme: Sdac (2)

Pavana Pistoiese: Sdaccio (2) (3)

Sambuca: Sedaccio (2)

Pistoia: Setaccio

 

(1) Nueter - giugno 1979, p.72

(2) E. Ferrari, "Tracce di Isoglosse e sostrato dei dialetti pavanese e sambucano", Sambuca Pistoiese, 1997, p. 12. Da notare che in italiano esiste una forma "staccio" citata, peraltro, anche dal Meyer Lubke a pagina 98 della sua "Grammatica Storica" (Hoepli, Milano, 2000).

(3) F. Guccini, "Dizionario del Dialetto di Pavana", Nueter - Pro Loco Pavana, 1998, 86


POESIE PORRETTANE?

La giovane e brava Azzurra d'Agostino ha scritto delle poesie in dialetto nella raccolta (pubblicata nei Quaderni del Battello Ebbro) "D'in nci'un là". Queste poesie vengono (come si può agevolmente leggere in molte pagine web) descritte come poesie in dialetto porrettano. Ma lo sono veramente?

Per quanto ci riguarda no, si tratta di belle poesie in un dialetto "personale" assai simile a quello della media montagna bolognese. Facciamo un esempio:

"Il mi' patoz / il mi' scaraboch / tot megher e starlanchè / con du mèni grendi grendi / c'am dis / "con tot chi cavii che t'è / me a'i farii un nid / e po a'i dormirii denter / e in ti tu och meterii / a moj i pii / sulament un po zast / pe'caminer fresc in / 'sti mond leder" / Po me a zig /e lù a'm tol i meen / e a'm porta fòra a feer dù paas. trad. Il mio ragazzetto / il mio scarabocchio / tutto magro e stropicciato / con due mani grandi grandi / che mi dice / "con tutti quei capelli / ci farei un nido / e poi ci dormirei dentro / e nei tuoi occhi metterei / a bagno i piedi / solo un poco giusto / per camminare fresco in / questo mondo ladro" / poi io piango / e lui mi prende le mani / e mi porta fuori a passeggiare".

Il lettore attento troverà chiari esempi di un dialetto che poco ha a che fare con il porrettano. Ne riportiamo tre:

a) "zast" per giusto. Non è porrettana, si tratta di una ricostruzione errata basata su un uso  personale delle equivalenze fonetiche regolari;

b) "zig" piango (o ziig > vedi punto c)). Anche questo vocabolo non è del porrettano. Il porrettano usa "cig" (il porrettano in coerenza col toscano e i dialetti dell'alta montagna bolognese usa c e g in luogo del bolognese z);

c) vocalismo lungo (es: meen). Il vocalismo lungo non è del porrettano. Anzi è una delle caratteristiche più importanti del porrettano (assieme all'uso del plurale maschile in -i) dato che rappresenta l'unico esempio in tutto il bolognese di caduta delle vocali  finali in assenza delle vocali lunghe accentate fonologiche.

 

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