LA FLAMINIA MILITARE
Una strada del Mugello o dell’Alto Reno?
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La storia di una popolazione è anche la storia del suo territorio, e la storia del suo territorio è anche la storia delle sue strade.
Discorrere delle strade dell’Alto Reno è dunque una maniera di discutere dell’Alto Reno in generale.
Una disputa sulle antiche strade che percorsero (o meno) questa terra è dunque un modo per contribuire alla storia dell’Alto Reno.
Il pretesto, in questo caso, ci viene offerto dalla strada “Flaminia militare”, detta anche “Flaminia minore”.
Secondo la testimonianza di Tito Livio (XXXIX, 2) questa strada fu realizzata successivamente alla guerra condotta nel 187 a.C. dal Console Flaminio Nepote contro i Liguri “per non tenere in ozio i soldati”.
Gli studiosi, fino alla metà del XX secolo, tendevano ad identificare il territorio in cui si trovava la Flaminia Militare con la Valle del Reno, sia perché già importante via di collegamento delle città etrusche toscane e padane, sia perché le popolazioni liguri erano ben insediate nel territorio pistoiese (cfr. N. RAUTY, “Storia di Pistoia”, Vol. I, Firenze, 1988, pp. 9, 11-12).
A partire, però, dagli anni ’30 dello scorso secolo ha incominciato a farsi strada l’ipotesi che la Flaminia Militare dovesse sorgere tra la direttrice Setta – Savena e il Mugello. Inizialmente solo alcuni labili tracce di toponomastica (Santa Maria a Vigesimo) sembravano supportare l’ipotesi . Poi la scoperta di alcuni tratti lastricati fra il Passo della Futa e il Monte Bastione è parsa come la conferma decisiva della veridicità di questa ipotesi di lavoro.
A tenere, tuttavia, il tutto nell’ambito dell’incertezza è sia la memoria della gente del luogo che le acquisizioni scientifiche che sembrano datare l’opera ad una età ben posteriore a quella della guerra contro i Liguri.
Analisi di laboratorio paiono, infatti, datare i tratti lastricati a una epoca non anteriore al V – VII secolo d.C., mentre la memoria degli anziani del luogo vuole che l’opera fosse frutto dela lavoro di boscaioli in epoca piuttosto vicina a noi (cfr. pp. 30 – 31 di “Microstoria”, anno III, n. 19 (2001)).
Pertanto, pur non escludendo la possibilità che esistessero una pluralità di direttrici che collegassero la Toscana con l’Emilia, non sembra che esistanodati concreti che possano attribuire alla direttice Mugello – Setta – Savena, anziché all’Alto Reno, la Flminia Militare. Al contrario ulteriori elementi indiziari sembrano spostarci in Alto Reno, fra la Via Francigena e l’antico itinerario che, passando da gaggio e Fanano, collegava l’Emilia alla Toscana (cfr. “Il brocciolo”, n. 1, anno I (1998), p. 7).
Come abbiamo detto la Flaminia Militare venne realizzata a seguito della guerra contro la popolazione dei Liguri Friniati, i quali “rimasti senz’armi, riuscirono a fuggire attraverso sentieri impraticabili e rupi scoscesi, dove il nemico non risucì a inseguirli”, al di là dell’Appennino (Tito Livio XXXIX, 2, 3). Secondo numerosi storici, fra cui il Rauty, è assai probabile che i Liguri Friniati si rifugiassero nel Frignano:
“E’ ritenuto, con buon fondamento, che la regione dove i Friniati trovarono scampo sia quella detta oggi Frignano, contigua al territorio pistoiese della’Alta Val di Lima” (N. RAUTY, Op. cit., p. 14).
E’ facile ipotizzare, così, che i Romani non dovettero costruire questa strada nel Mugello, luogo piuttosto distante dal Frignano, ma in una zona più vicina alla via di fuga dei Friniati (durante – o subito dopo – il vano tentativo di inseguimento).
Per ovvie ragioni geografiche, dunque, la Via Flaminia miliatare doveva sorgere nella zona dell’Alto Reno, fra le Provincie di Modena, Bologna e Pistoia, ed è plausibile ritenere che l’antico percorso che passava per Gaggio e Fanano sia lo stesso percorso (o un percorso vicino) realizzato dalle milizie romane per ordine di Flaminio Nepote.