
LE NOSTRE CASE
"Oggi ci si chiede cosa prevedere concretamente per la sopravvivenza di paesi nati da sistemi e condizioni di vita tanto diversi dai nostri. Sul tipo di sopravvivenza occorre intendersi bene perché, a lungo andare, solo l'invenzione di ragioni di essere compatibili con quelle originarie, anche se diverse, potrà reclamare a buon diritto l'uso del paese e delle sue case, strade, dimensioni e riferimenti ambientali. Per il momento è rimedio illusorio alla definitiva decadenza quello di manomettere edifici e contesti con la scusa dell'adeguamento alla vita attuale, perché opera in superficie ma distrugge progressivamente i connotati fisici e storici che sono l'unico valore sicuramente duraturo di questo tipo di beni. La considerazione vale anche per l'aspetto economico. Piuttosto dunque si indirzzi verso interventi di manutenzione e di adeguamento di servizi, cosa perfettamente compatibile con il resto, purché gli operatori siano competenti, senza attendersi da questo impossibili risurrezioni ma solo la saggia trasmissione a tempi, speriamo, più illuminati" (Nueter Ricerche, n. 11, p. 375)
Sopra un cervo dell'Acquerino