LINGUA ETRUSCA
Esistono residui di lingua etrusca nei nostri dialetti?
<o:p> </o:p>C’è chi ha sostenuto che i nostri dialetti discendano da un antico sostrato ligure – etrusco. Se così fosse dovremmo trovare nelle nostre parlate alcuni vocaboli (unici e caratteristici in tutta Italia) di chiara origine preindeuropea, ma tuttavia ciò non avviene né per il ligure (clicca su Treppio) né per l’etrusco (i nomi di località non contano, dato che la toponomastica, come è noto, è fenomeno distinto dalla lingua).
Per il caso etrusco abbiamo deciso di fare un confronto con il pavanese. A tale scopo abbiamo usato il celebre “Dizionario” di Guccini (Nueter 1998) e il libro di G.M. Facchetti “L’enigma svelato della lingua etrusca” (Newton Compton, Roma 2000) che contiene tutti i vocaboli ad oggi conosciuti dell’etrusco.
Dal confronto è emerso che per soli due vocaboli citati nel Dizionario di Guccini c’è una sicura origine etrusca, e cioè: “vin” da “vinum” (italiano vino) e “mi” da “mi” (italiano “io”). Appare tuttavia necessario precisare che: 1) le formi pavanesi non sono specifiche, ma usate un po’ ovunque in Italia; 2) che le forme pavanesi sono state acquisite attraverso il latino che ha, infatti, “vinum” e “me”.
L’unico altro vocabolo citato nel Dizionario di Guccini che ha una lontana assonanza con l’etrusco è “mlacco” (=troppo dolce) che ha una corrispondenza con l’etrusco “mlach” (=buono).
Tuttavia riteniamo questa assonanza (che è stata l’unica riscontrata) mediata ed occasionale e, quindi, frutto di una coincidenza anziché di una reale discendenza dall’etrusco (e infatti Guccini fa risalire la parola “mlacco” da “miele”).
A nostro avvisom dunque, non paiono sussistere gli estremi per ritenere che i nostri dialetti discendano dall’etrusco.