
MEDICINA POPOLARE

Sappiamo che a Capugnano (e in altre zone dell'Alto Reno) c'era la tradizione di curare le persone anemiche facendole bere "acqua ferrosa", ovvero acqua nella quale era lasciato "macerare" del ferro; una analoga "medicina" era utilizzata nella montagna pistoiese per curare il raffreddore, solo che la materia liquida era del vino bollente (DINA MUCCI MAGRINI, "Quando i necci erano il pane", Pistoia, 2002, p. 25).
Fino a cinquant'anni fa, accanto (ovvero in luogo) della medicina ufficiale, vi era una medicina popolare fatta di espedienti, di briciole di tabacco e stracci, di piante, di aromi, aceto e "acqua panata". Ma questa "pratica medica" era soprattutto una "pratica magica" fondata sulla capacità di "segnare", ovvero di allontanare certe malattie coi gesti di una mano o un oggetto benedetto, da parte di alcune persone iniziate dirante la notte di Natale (cfr. M. CECCHELLI, "Una castagna sotto il guanciale", Gaggio Montano, 2001, pp. 33 - 34).
Altrettanto importante risultava il rituale delle parole; formule infantili e cantilenate, ma a cui si riconosceva il potere taumaturgico ("Medgina, medgìna/mèrda ed gallina,/mèrda ed cucù:/la bùa an gn'è piò!").
La Medicina popolare, dunque manifestava in sé i caratteri di un mondo alieno al cristianesimo, nel quale il dominio umano e quello ultaterreno vivevano di una continua osmosi. Il mondo cristiano si era insinuato, aveva invaso questo mondo, ma senza del tutto omologarlo e ordinarlo.
La medicina popolare, insieme alle tradizioni orali, è così stata l'ultimo baluardo di una concezione della vita e di un ordine metafisico che non coincidono con quello cristiano, intrensicamente alternativo e contrapposto, fondato principalmente su un ultraterreno immanenente e non trascendente.
Ma approfondire ulteriormente l'argomento non ci pertiene (ci farebbe uscire dall'oggetto di queste pagine web che è l'Alto Reno Toscano), e ci limitiamo quindi a rimandarvi a verificare voi stessi le numerose similitudini fra la tradizione medica popolare in Alto Reno e nell'Alto Appennino Pistoiese (San Marcello, Cutigliano, Cereglio, ma anche la Collina) e Pratese (Cantagallo, Vernio).
Sopra fornella della "Medicina" del Campanile di Giotto a Firenze