NO AL COMUNE UNICO
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Il Comune unico dell’Alto Reno emiliano è oggetto di discussione da anni lontani.
Gli aspetti pro e contro la fusione o meno dei Comuni dell’Alto Reno emiliano sono molti e, ovviamente, discordanti.
A nostro avviso tuttavia la soluzione del Comune unico è pericolosissima, in quanto:
1) il Comune unico non sarebbe in effetti il Comune di tutti gli abitanti dell’Alto Reno emiliano, ma semplicemente il Comune di Porretta Terme che fagocita gli altri (abbiamo sentito con le nostre orecchie il Sindaco di Porretta Terme Sabattini dire che “il Comune unico si chiamerà e sarà ‘Comune di Porretta Terme’”;
2) il Comune unico significherà per le frazioni più lontane dal centro amministrativo una minore capacità di portare avanti i propri problemi e le proprie necessità;
3) il Comune unico significa, comunque, omogenizzare la storia e la prassi politico – amministrativa di un territorio e, pertanto, si perderanno così le peculiarità che caratterizzano i vari Comuni dell’Alto Reno emiliano;
4) con l’istituzione della Città Metropoliatana la realizzazione di un Comune Unico dell’Alto Reno significherà perdere anche quel minimo di potere contrattuale che cinque Comuni potrebbero ancora avere nei confronti della Città Metropolitana.
Infine avete mai pensato che in provincia di Cuneo, oppure in altre province alpine ricche e benestanti ci sono Comuni di 100 / 200 abitanti? Vorrà dire qualche cosa?
E se ancora non siete contenti, vi lasciamo con una curiosità del passato: nell'800 lo Stato Pontificio cercò di unificare Porretta, Granaglione e Castel di Casio, ma il tentativo naufragò a furor di popolo perché erano più i danni dei vantaggi (cfr. Nueter, XXVIII, 2002, pp. 269 ss.).
Nella foto Tresana (sottofraz. di Castelluccio di Porretta)