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 ORSIGNA La valle dell'Orsigna era già, fin dal secolo XII, territorio demaniale del Comune di Pistoia, e come tale appare nel primo Constitutum dei consoli databile al 1117 maiores consules faciant custodire silvam que vocatur vulgo Ursinia. Da questo antichissimo possesso demaniale, forse uno di quei "bona communalia" di origine romana od altomedioevale, derivò quasi sicuramente la figura dell'orso che affianca lo stemma comunale. Alla fine del secolo XVII è già ricordato l'oratorio di S. Antonio da Padova all'Orsigna, dipendente dalla chiesa di Pracchia. Con decreto del 2 ottobre 1785 il vescovo Ricci elevò "l'oratorio di S. Antonio alle Volte all'Orsigna" a chiesa parrocchiale con il titolo di S. Atanasio, patriarca di Alessandria del IV secolo e dottore della Chiesa. Alla nuova parrocchia fu assegnato un territorio scorporato da quello di Pracchia. Dopo il crollo dell'oratorio a causa di una frana, il vescovo Ricci fece costruire la nuova chiesa e la casa canonica da Bartolommeo Cini. | PRACCHIA | Nel secolo XVII il governo mediceo eresse in questa località, importante centro della Magona granducale, un oratorio dedicato a San Lorenzo, che nel 1687 fu elevato a chiesa parrocchiale nonostante le proteste degli abitanti dell'Orsigna. Alla fine dello stesso secolo la chiesa di S. Lorenzo a Pracchia, regolarmente registrata nel repertorio delle parrocchie della diocesi, era ancora sottoposta al "padronato del serenissimo Granduca". Con decreto del 2 ottobre 1785 il vescovo Ricci scorporò una parte del suo territorio per assegnarlo alla nuova parrocchia di S. Atanasio all'Orsigna. Nello stesso periodo la chiesa di Pracchia fu elevata alla dignità di pieve. Vari interventi operati nel Settecento e nell'Ottocento hanno trasformato l'edificio nello stato attuale. A Pracchia si trova la sorgente (e gli stabilimenti) dell'acqua "Silva". | Fonte principale: sito web Diocesi di Pistoia
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