
PAVANA
Una terra toscana
Piazza del Comune e della Cattedrale a Pistoia
A partire dagli studi della Nieri e del Chiappelli si è attribuita al "Municipium Pistoriense" almeno la parte occidentale di Pavana fin dall'antichità romana. Secondo il Chiappelli l'antico municipio romano di Pistoia si estendeva fino a Casio e Castiglione.
A partire dal VII secolo questi territori, insieme agli altri territori dell'Alto Reno, erano sicuramente pistoiesi (cfr. A.GUIDOTTI, Insediamenti di età antica, Nueter, XXII, 1996, pp. 353 ss.).
Sotto l'imperatore franco Lodovico II (844 - 875) i territori di Camugnano e Pavana vengono attribuiti come feudo al Vescovo di Pistoia Oschisi, il successivo atto di Ottone III del 998, che attribuisce Pavana e Camugnano al Vescovo di Pistoia (clicca su editto), non è in effetti che la conferma di un diritto attribuito "ab antiquo" (cfr. N. RAUTY, Pavana, Pistoia, 1999, pp. 20 - 22).
Nel 1055 gli uomini di Sambuca e Pavana prestano giuramento al Vescovo di Pistoia alla presenza dei Signori di Stagno, Agiki e Tegrimi.
Nel 1105, con bolla di Papa Pasquale II, si conferma al Vescovo di Pistoia "la curtem que vocatur Pavana infra Pistoriensem Comitatus" (Ibid., p. 27).
Nel 1219, dopo lunghi secoli, il territorio di Camugnano, Capugnano, Casio, Granaglione passano a Bologna, Pavana e la Sambuca rimangono soggette a Pistoia attraverso il feudo vescovile. Di fatto, tra il XII secolo e il XIII secolo, il Comune di Pistoia estende il proprio protettorato su Sambuca e Pavana (Ibid., p. 24).
A seguito del protettorato pistoiese Pavana perse (a scapito della Sambuca) il suo ruolo di centro del feudo vescovile, non soggetta ad altri che al suo signore: il Vescovo di Pistoia. E' in questa chiave che va letta la rivendicazione di autonomia riportata in un atto del 1223 secondo il quale Pavana fa "terra per sé".
Di fatto Pavana era e rimase toscana (clicca su: RAPPORTI STORICI III)