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PISTOIA: UNA CITTA' "EMILIANA"

Il contributo altorenano alle peculiarità di Pistoia

 

"Pistoia, disponendo di una via naturale che la metteva in contatto diretto con Bologna e la val Padana, si era potuta autonomamente aprire a quegli influssi settentrionali determinanti per la formazione della varietà toscana che definiamo occidentale" (AA.VV. Storia di Pistoia, vol. II, Firenze, 1998, p. 348)

Chi ha occasione di sfogliare le varie pubblicazioni dedicate alla Storia, alla cultura, alle tradizioni di Pistoia si accorgerà che il numero di citazioni dedicate a Bologna è straordinariamente alto. I rapporti fra Pistoia e la città felsinea sono sempre stati, infatti, intensissimi e non soltanto dettati da contrasti. Pistoia è in effetti la città più "emiliana" e più "bolognese" della Toscana, come avremo modo di dimostrare:

Durante tutto il periodo medioevale "i legami tra le due città [Bologna e Pistoia] furono fitti e molteplici "(ibid. p. 52). Da Bologna i pistoiesi copiarono "al momento opportuno, anche la legislazione" (Ibid., p. 55), e sempre a Bologna i pistoiei mandavano i loro figli a studiare e i propri mercanti e banchieri ad operare (Ibid. p. 55).

La presenza di mercanti e banchieri pistoiesi a Bolgna è tanto consistente da fare della città emiliana la casa madre delle loro compagnie, "dato che ivi si trovavano i maggiori dirigenti" (ibid., p. 170 e p. 185).

Bologna viceversa apprezzò molto i pistoiesi che furono in più riprese nominati Podesta di Bologna, ovvero Capitani del Popolo (ibid., p. 59).

Personalità di punta della Scuola pittorica bolognese operarono a Pistoia (ibid. p. 36), come sta a tutt'oggi a testimoniare il bell'affresco dipinto sull'abside della Chiesa di san Francesco (ibid. p. 308 ss). Sempre nel campo dell'arte è da ricordare come a Pistoia e a Bologna operassero Nicola Pisano e Guglielmo Pisano.

L'università bolognese fu assiduamente frequentata da alunni pistoiesi: A Bologna studiò e insegnò Cino da Pistoia (ibi. pp. 327 ss) e, sempre a Bologna, si formavano i medici pistoiesi (ibid. p. 327).

Lo studioso americano William J. Connell  c'informa che Bologna era uno dei maggiori importatori di grano e bestiame prodotto a Pistoia (W.J. Connell. "La Città dei Crucci", Pistoia, 2000, p. 38). Ed è ancora a Bologna che i pistoiesi si rivolgono per gli studi universitari (Connell, p. 91). Sempre il Connell c'informa dei tentativi da parte della nobiltà pistoiese di consegnare la città alla sovranità di Bologna (Connell, pp. 15, 100, 186 - 187, ma leggi anche AA.VV. Storia di Pistoia, vol III, Firenze, 1999, pp. 6, 20 ss, 68).

Durante il XVIII secolo il più importante compositore (assieme a Torelli) della Scuola Musicale di Bologna fu il pistoiese Francesco Manfredini. Sempre in campo musicale va ricordato che il celebre costruttore d'organi Pietro Agati iniziò la sua rinomata produzione "dopo un periodo di addestramento a Bologna " (AA.VV., Storia di Pistoia, vol IV, Firenze, 2000, p. 287).

Rimanendo al XVIII secolo si deve ricordare che l'azione del Vescovo di Pistoia Alamanni era ispirata (come quella del Vescovo di Fiesole) a quanto stava facendo a Bologna il Cardinale Lambertini (cfr. Storia di Pistoia vol. III, Firenze 1999, p. 308). Sia pure di sfuggita si ricorda, peraltro, come la Cattedrale di Pistoia sia dedicata anche al Santo bolognese Procolo (cfr. Storia di Pistoia, vol. I, Firenze 1988, p. 221).

Rimanendo nel campo della cultura numerosi furono i contatti anche in pieno ottocento fra Bologna e Pistoia (cfr. Storia di Pistoia, vol. IV).

Anche lo stile archiettonico di Pistoia (almeno di certe sue parti) fu influenzao dalla città emiliana: le case di Porta al Borgo realizzate nell'800 erano tutte ad un piano e con porticati "secondo lo stile bolognese e modenese" (Storia di Pistoia, IV, p. 195).

Ma chi o cosa ha reso Pistoia e Bologna così legate?

Il brano che abbiamo letto all'inizio dovrebbe aiutarci a comprendere: quella ragione siamo noi stessi, l'Alto Reno, la sua strada. Non è un caso che durante il XVIII secolo si continuò a preferire per i collegamenti con la pianura padana l'antica via bolognese anziché la modernissima via per Modena (Storia di Pistoia, III, p. 172)

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