
RICORDI DI VITA
E tra le cose che scompariranno ci sarà anche la cultura di paese, le piccole storie ricordate in certi numeri di Nueter (vedi la "Segheria Perpetua" al numero I dell'agosto 1975) e, soprattutto, negli articoli di Graziano (Mario) Guiducci pubblicati tra il 1979 e il 1998 nei periodici locali "Bar Diavolo" e "il Brocciolo".
A titolo di esempio uno stralcio da "Pescatori di Frodo" (il Brocciolo, n. 3, marzo 1998, p.3):
"...A volte, in primavera, si andava di notte a pescare ranocchi che si vendevano molto bene, anche trecento lire al chilo, ed erano una frittura molto apprezzata. Una volta il meccanico di biciclette Mazzini mi fornì da collaudare un attrezzo di sua invenzione dela quale andava molto fiero e che consisteva in un'asta di più di un metro nella quale scorreva un fil di ferro col comando ad una estremità e una reticella a scatto all'altra. Lo strumento funzionava a meraviglia, anche se sciupava un po' i ranocchi. Mi fece guadagnare parecchi soldi e Mazzini pensava di brevettarlo.
A proposito di ranocchi, un anno Costante, il padre di Ballotta di Via Falcone, pensò bene di riempire vasche, tinozze e bidoni di girini raccolti sul Rio Maggiore, sostenenso di volere diventare un grosso allevatore di ranocchi, ma al momento della muta si accorse che diventavano tutti rospi, così dovette cacciare via tutto rinunciando a un avvenire di imprenditore, e continuando a lavorare al Castanea".
Ma anche queste storie e questo mondo è destinato a muorire.