
RINASCIMENTO D'ALTO RENO
Anche l'Alto Reno ha contribuito al Rinascimento in maniera diretta.
Già importanti esponenti del dolce stil nuovo erano legati all'Alto Reno.
Celebre è Cino da Pistoia le cui poesie al doloroso amore per Selvaggia rimandano alla Sambuca:
"Io fu' 'n l'alto e 'n sul beato monte,
ch'i' adorai baciando 'l santo sasso,
e caddi 'n su quella petra, di lasso,
ove l'onesta pose la sua fronte"
La rubrica del Casanatese dice in proposito di questi versi: "Essendo Sambuca in su 'l monumento de la vaga sua".
Anche Guido Cavalcanti aveva in Alto Reno una "sua donna", la Pinella di Lizzano. E di Lizzano così parla:
"Ciascuna fresca e dolce fontanella prende in Lisciano chiarezz' e vertute"
E' durante tuttavia il XV secolo che abbiamo i contributi più importanti:
Sabatino degli Arienti e Girolamo da Casio.
Sabatino degli Arienti ambienta nella cornice dei Bagni della Porretta la sua raccolta di novelle le "Porrettane" (che ricorda il Decameron di Boccaccio) dove ci mostra l'allegra compagnia di Andrea Bentivoglio, la quale dopo pranzo si diletta in giochi, suoni,canti e balli.
Girolamo da Casio. Ritratto del Boltraffio
Girolamo da Casio (nato nel 1464) fin da giovane si divertì a comporre versi, ma la sua fama è da collegare ai quadri di cui fu commitente e personaggio: La Madonna Casio(oggi al Louvre) e il Ritratto della pinacoteca di Brera (tutti ad opera del Boltraffio)
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Per vedere la Madonna Casio clicca sotto:
http://it.pg.photos.yahoo.com/ph/kenoms3/detail?.dir=/2a9b&.dnm=fbcf.jpg&.src=ph