RISORSE DA SFRUTTARE
L'Alto Reno: Una terra da usare
Per comprendere i meccanismi con i quali Bologna intende sfruttare le nostre risorse si rimanda a Bologna e la nostra
acqua Qui ci limitiamo a ricordare alcuni "campi d'interesse" di Bologna:
1) l'acqua;
2) l'energia elettrica (secondo fonti ENEL il sistema idroelettrico altorenano già oggi produce energia elettrica per 200.000 famiglie);
3) l'ambiente incontaminato.
A questi tre aspetti, in futuro, potrebbero tornare di interesse i piccoli giacimenti di metano in Alto Reno, sempre che (su questo punto) la memoria non c'inganni (1).
Una terra comunque da sfruttare (metano o meno) nell'interesse di Bologna.
Cascate del Dardagna
NOTA:
(1) Dalla "Guida dei Bagni della Porretta e dintorni" di Demetrio Lorenzini (pubblicata da Zanichelli a Bologna nel 1910): "[oltre a Porretta] altre abbondanti emanazioni di gas idrogene carbonato si hanno quipresso nelle rovine dei Salgastri, a Grecchia, al Mulinaccio alla sponda sinistra del Reno, e a Gaggio Montano" (p. 66). "L'esistenza del Petrolio in queste formazioni fu accertata nel perforare la galleria di Mezzola sotto Lustrola, ove ne fu trovata piccola vena che fu trascurarata. Oltre a ciò presso Vidiciatico (Lizzano in Belvedere) trovansi calcari che appena spezzati tramandano odore di Petrolio: e il Calindri afferma che al Farné esiste una scaturigine di olio di sasso" (pp. 109 - 110). "A mezzogiorno alla Casetta nelle Saldine vi sono scaturigini abbondanti d'idrogene carbonato, ottimo combustibile... E' chiaro che questo prezioso combustibile in mano di potenti industriali potrebbe dar moto e vita a grandiosi opifici" (p. 283).