| Il castello della Sambuca era al centro di un vasto possesso feudale che, sotto il nome di villa de Pavano, Ottone III aveva riconosciuto al vescovo di Pistoia con decreto del 25 febbraio 998. I diritti del vescovo pistoiese sul castello della Sambuca furono riconosciuti nel 1055 dagli homines di Pavana e Sambuca e nel 1086 da Sigifredo di Agichi, potente signore dell'alto Appennino. Questa zona, pue essendo compresa nella iudicaria pistoiese, dipendeva ecclesiasticamente dal vescovo di Bologna e dalla pieve di S. Pietro di Succida (poco a sud di Porretta, sulla via di Granaglione) sotto la cui giurisdizione spirituale erano quasi tutte le vallate della Limentra. Un placito tenuto nel 1104 alla presenza della contessa Matilde sanć definitivamente i diritti vescovili sul castello: da allora in poi questo riconoscimento fu ripetuto in tutti i privilegi papali emessi nel secolo XII a favore del vescovo di Pistoia, ma nel XIV secolo il castello pasṣ al Comune di Pistoia. La ecclesia S. Iacobi et S. Christofori de Sambuca è compresa negli elenchi delle decime del 1300, come dipendente dalla pieve di Succida. Solo nel secolo XVIII, con breve apostolico di Pio VI del 27 agosto 1781, la chiesa di Sambuca pasṣ alla diocesi di Pistoia insieme ad altre sei parrocchie; poco dopo, con decreto del vescovo Ricci del 9 luglio 1785, fu eretta in pieve con giurisdizione ecclesiastica sopra le parrocchie di Pavana, Frassignoni e S. Pellegrino. Dal territorio pievano furono in seguito scorporate le nuove parrocchie di Campeda e di Posola (istituita con decreto del 20 febbraio 1850); ma quando il beneficio di quest'ultima fu trasferito alla prioria suburbana del Belvedere, il territorio di Posola fu reintegrato in quello della pieve della Sambuca (1961). La chiesa, radicalmente modificata nel secolo XVIII, mostra ancora alcune tracce di strutture medioevali. fonte: sito web Diocesi di Pistoia |