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 SPEDALETTO L'hospitalis in Prato Episcopi č compreso tra i numerosi spedali che Urbano II riconobbe come soggetti alla canonica di S. Zenone con privilegio del 10 gennaio 1090. Lo spedale era in territorio ecclesiasticamente sottoposto al vescovo di Bologna, ma la chiesa, dedicata a S. Antonino, era invece sotto la giurisdizione spirituale di Pistoia e come tale confermata dalle bolle papali del secolo XII e successive: cappella Prati Episcopi. Il secondo santo titolare, S. Bartolomeo, poi conservato fino ai nostri giorni, compare gią nel 1136. La chiesa era sotto la protezione del Comune di Pistoia, che aveva esteso il suo districtus oltre il crinale appenninico in questa zona bolognese e nel secolo XIV aveva fortificato il complesso ospedaliero: fortilitia hospihlis S. Bartholomevy Prati Episcopi sita in territurio comitatus Pistoriensis super strata Sambuce cum campanili. L'ospizio, che era retto da monaci agostiniani, si trova negli elenchi delle decime della fine del secolo XIII; ma nel XIV secolo la sua sede fu spostata a Pistoia: hospitale Prati Episcopi de alpibus quod est situm Pistorii. Nel 1473 fu aggregato alla Pia Casa della Sapienza e nel 1777 fu soppresso da Pietro Leopoldo. La chiesa ridotta ad oratorio dipendente da Piteccio, fu elevata a Parrocchia con decreto del vescovo Ricci del 16 agosto 1785, con un territorio scorporato da quello di Piteccio. Fu allora costruita la nuova chiesa, utilizzando i muri perimetrali dell'edificio medioevale, ma invertendone l'orientamento. | Fonte: sito web della Diocesi di Pistoia
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