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 TREPPIO Con una cartula promissionis del 15 giugno 1086 Sigifredo di AGichi garantì al vescovo di Pistoia il pacifico possesso del castello della Sambuca, offrendo in garanzia tutti i suoi beni dell'alto Appennino, esclusi solo la corte ed il castello di Treppio dove probabilmente era la sua dimora. La vallata di Treppio fu a lungo contesa tra Bologna e Pistoia, ma dopo una guerra tra le due città agli inizi del secolo XIII, Treppio fu riconosciuta soggetta a Pistoia e nel 1244 era già sede di un comune rurale. La zona di Treppio, come gran parte delle vallate delle Limentre rimase però sotto la giurisdizione ecclesiastica di Bologna: negli elenchi della decima del 1300 la ecclesia S. Michaelis de Treppio risulta compresa nel plebato di Succida. La chiesa, che già in precedenza era stata elevata alla dignità di arcipretura, fu trasferita alla Diocesi di Pistoia con breve apostolico di Pio VI del 27 agosto 1784 e ad essa furono poi sottoposte, dal vescovo Ricci, le parrocchie di Torri e Fossato, già bolognesi, e quella pistoiese di Pian del Toro nella zona del Monachino. La chiesa, trasformata nel secolo XVII, fu ulteriormente ampliata nell'ultimo decennio del secolo successivo, epoca nella quale fu eseguita anche la nuova imponente facciata. Il titolo di arciprete, abolito sotto il vescovo Ricci, fu ripristinato dai vescovi successivi: nel 1808 è già registrato l'arciprete Pellegrino Ulivi. | Fonte: sito web della Diocesi di Pistoia
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