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IL FENOMENO DEI BIANCHI E I SUOI EFFETTI IN ALTO RENO

 

"Elena Vannucchi ha esposto il tema del confine fra aree politiche diverse in rapporto al diffondersi di particolari movimenti religiosi con una relazione dal titolo Il confine e le idee religiose: il moto dei Bianchi. In essa la relatrice ha esposto il caso del moto dei Bianchi del 1399, che influenzò diversamente il Pistoiese e il Bolognese, attraverso le fonti cronachistiche coeve: nelle cronache bolognesi la narrazione del grandioso movimento devozionale, proveniente dalla Provenza, Lombardia, Liguria, giunto alla Toscana e proseguito fin nelle regioni più meridionali della penisola, è più concisa e fredda, a petto dell'entusiasmo dimostrato dai narratori pistoiesi. In questo quadro di contrapposte posizioni la più alta montagna bolognese appare influenzata dalla calda accoglienza pistoiese e mostra di gravitare verso la città toscana per le sue propensioni in fatto di devozione"

(AA.VV., Il Confine Appenninico, Pistoia, 2001, p.6) 

Chi erano i Bianchi? (dal sito http://www.tws.it/bianchi/scheda.htm)

 

La Confraternita dei Bianchi

Chiesa inferiore di San Francesco - Leonessa (RI) Assisi, Vallo di Nera, Terni, Rieti e Leonessa sono alcune delle tappe del lungo itinerario percorso seicento anni fa da migliaia di uomini e donne facenti parte della Confraternita dei Bianchi Battuti, comunemente detti Bianchi, un movimento religioso che nel 1399 percorse l’Italia da nord a sud al grido di "Pace e misericordia".

Ma chi erano e come nacquero i Bianchi? Sul finire del 1300 l’Europa e l’Italia vissero un periodo particolarmente tormentato sia per le numerose guerre fra stati e staterelli sia per le lotte all’interno della Chiesa che videro contemporaneamente sulla cattedra di Pietro due papi: lo spagnolo Pietro de Luna, che prese il nome di Benedetto XIII (1394-1423), eletto ad Avignone alla morte dell’antipapa Clemente VII, e il napoletano Pietro Tomacelli eletto a Roma col nome di Bonifacio IX (1389 – 1404).

Secondo una leggenda, all’origine del movimento, che si vuole nato in Provenza, sarebbero alcune apparizioni miracolose avvenute in diverse parti d’Europa allo scopo di riportare la pace negli animi.

La prima data certa della nascita dei Bianchi ? il 5 marzo del 1399. In quel giorno a Chieri (Torino) uomini e donne coperti di bianche tuniche, la testa nascosta da un cappuccio che aveva solo due fori per gli occhi, sul capo e sul petto una croce rossa e con i fianchi serrati da corde scesero in piazza pregando e flagellandosi a sangue chiedendo perdono dei peccati. Ben presto questo nucleo iniziale fece proseliti espandendosi per le citt?. Dopo aver toccato Alessandria i penitenti il 7 luglio raggiungono Genova. L’arcivescovo della citt? Fieschi, bench? vecchio e malato, segue su un cavallo con la gualdrappa bianca, la processione dei Bianchi che stimano i cronisti dell’epoca in 30 mila. Da Genova il movimento si divide in due tronconi principali. Uno punta su Venezia guidato dal beato Giovanni Dominici, l’altro discende lungo il Tirreno. L’8 agosto i Bianchi sono a Lucca ed il 13 a Pistoia e via via scendono fino in Umbria. Altre correnti raggiungono il 9 agosto Bergamo, poi Milano quindi Ferrara, dove alla testa della processione dei Bianchi si pone il marchese Nicol? d’Este, Rimini che vede la partecipazione di Carlo Malatesta e Carlo Gonzaga.

I Bianchi "rastrellano" quindi l’Italia; sono segnalati anche a Napoli, in Calabria e in Puglia. Il 6 settembre partono in 10 mila da Orvieto (Terni); il 7 un’altra colonna parte da Sutri (Viterbo) al seguito della croce portata dal conte Nicol? dell’Anguillara ed entrano in Roma cantando la lauda "Misericordia, eterno Dio".

Chiesa inferiore di San Francesco - Leonessa (RI) Papa Bonifacio IX sulle prime un po’ dubbioso e poi resosi conto dell’autenticit? della piet? che animava i pellegrini partecip? con principi e cardinali alle processioni promulgando inoltre il "perdono di colpa e di pena" a chiunque avesse fatto penitenza per nove giorni ed indicendo l’Anno Santo del 1400.

 

Ma la peste era in agguato. Essa aveva fatto la prima timida apparizione a Genova e poi a Venezia nel 1397 e nel 1399, portata evidentemente anche dai Bianchi, si diffuse con virulenza in tutta l’Italia centrale. Scrive un cronista dell’epoca: "Ora sappi che la morµa per tutto questo paese ? sµ grandissima, per le citt? castella e ville, che non ci rimaneva persona; cascano le persone ritte in terra morte; serransi le case e le botteghe; rimangono le persone morte e inferme; non si trova chi li aiuti, chi fugge qua e chi l?, ? il maggior stupore mai si vedesse, non c’? rimedio niuno, i giovani, i fanciulli, vecchi e d’ogni generazione gente; Cristo ci aiuti".Nel breve volgere di poco pi? di un anno la Confraternita dei Bianchi come rapidamente era nata altrattanto rapidamente si estinse

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