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Scripta Volant
 
I testi che appaiono nel Web hanno spesso una vita effimera, perciò contraddicono in pieno lo "Scripta Manent" tramandatoci dall'antichità. E' un segno dei tempi, dove anche la scrittura diventa un "usa e getta" che assolve solo ai bisogni del momento. Ma qualche webmaster, diversamente da altri, ha la buona abitudine di archiviare una parte degli scritti finiti nella Rete... Per quanto mi riguarda, andrò a ricercare gli articoli che ho redatto per varie testate telematiche. Se ne troverò traccia li inserirò nei "Links", altrimenti ne riporterò i brani nella sezione "Archivio" recuperandoli dal mio database. Buona lettura.
Firmato
Osvaldo Contenti  osvacon@hotmail.com 
 
 
 
 

ARCHIVIO

Il nuovo film di Ettore Scola

CONCORRENZA SLEALE, per ridere di un’amara Italietta

di Osvaldo Contenti

Si ride di gusto con CONCORRENZA SLEALE, la nuova commedia grottesca di Ettore Scola, ma non si rinuncia a pensare. Perché l’ambiente preso di mira è l’Italietta fascista delle leggi razziali antiebree improvvisamente emanate dal regime nel ’38, guarda caso poco dopo una visita dello zio Adolf nel Bel Paese. Nel film, prima di quella legge, tra due commercianti di stoffe con negozi attigui, l’italiano Umberto (Diego Abatantuono) e l’ebreo Leone (Sergio Castellitto), c’è solo qualche scaramuccia motivata dalla stretta e fastidiosa concorrenza. Ma quando la norma entra in vigore Umberto l’avrà vinta su Leone non per giusta causa, ma perché il suo concorrente viene vessato in quanto ebreo. Allora in Umberto, solitamente qualunquista ma dotato di buonsenso, sale l’indignazione per quell’insana ingiustizia. Ora sarà lui a difendere l’ex concorrente “bottegaio”! Ma quella tardiva presa di coscienza vale a poco. Accanto ai protagonisti tutti i piccoli, grandi rapporti sociali cominciano a sfaldarsi come in un ineluttabile effetto domino. Quella sozzura in forma di legge che sembrava inapplicabile, data la proverbiale indisciplina degli italiani, sta invece deteriorando amori e affetti sino alla loro dissoluzione. Angelo (un Gerard Depardieu in gran vena), fratello di Umberto, aveva avvertito tutti sulla pericolosità della retorica di regime. Ma ormai è tardi. Non cè più nulla da fare, e neanche la vita dei bambini delle elementari sfugge a quel vortice di insensato razzismo. Un bimbo ebreo non può più frequentare le classi degli italiani. Così due compagni di scuola (i bravi e convincenti piccoli attori Simone Ascani e Walter Dragonetti) a causa della diversa origine vedranno annullata man mano la loro affiatata amicizia. Uno di loro tiene una sorta di diario dove ritrae semplicemente ma con acume grottesco quegli strani adulti che fanno i grandi con questioni molto piccole e meschine. Quello dei bambini è il giudizio più duro proprio perché il più tenero. I loro occhi, i loro giochi rubati pesano come macigni sulle coscienze svendute al regime. In fase critica qualcuno dirà che il tema trattato dal regista è roba vecchia. Che una tale degenerazione non potrebbe più attecchire nel nostro tempo. Che quello di Scola, insomma, è un film obsoleto, fuori dal tempo. Ma non è così! Perché il sonno della ragione genera mostri senza badare al calendario. Allargando a dismisura la possibiltà di controllare gli eventi con gli strumenti della globalizzazione e di Internet ci illudiamo di aver allontanato per sempre quei mostri. E in parte è vero. Grazie a queste potenzialità siamo cresciuti, ci siamo innalzati, ma siamo sicuri che questa visione così dall’alto non sia la causa stessa della nostra cecità nei confronti delle ingiustizie emergenti? L’odierna intolleranza verso gli extra comunitari, i nomadi, gli omosessuali e la “presenza islamica” nel nostro paese è davvero così invisibile? La risposta viene da sé. Perciò la pellicola di Scola è attuale più che mai. Oltretutto, il suo film è una pennellata d’artista con velature di sentimenti - ben rimarcate dalle belle musiche di Armando Trovajoli - che segna il ritorno del grande cinema d’autore nel panorama italiano.

(pubblicato nel 2000 su www.arcobaleno.net diretto da Antonia Bonomi)

Selections from Italian reviews of

L'AMICO DI WANG

a film by Carl Haber
**** 4 stars. The sky of Rome painted with the stars and stripes.... (A) genialoid and visionary light … illuminates this very entertaining movie... an autobiographical rite built on what remains of a Fellinian Rome... a delicious comedy... OSVALDO CONTENTI - SET MAGAZINE

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