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| In politica come in guerra tutto quello che viene detto è assolutamente falso e strumentale; probabilmente anche quello che scriverò io stesso, ma non sempre! (Il Guiscardo è un antidoto contro l'effetto narcotizzante della politica). | 
| "GUISCARDATE": Volantini del Guiscardo Quando l'anima popolare si "ribella", ecco che dalla Storia rinascono antichi eroi. A Malvito "Il Guiscardo" nasce come volantino di informazione sulla politica locale. Mettere un po' si sale sulla coda dei nostri politici non è, dopotutto, un male! Immaginate se invece del sale si usasse una fiammella ... sarebbe un rogo immane visto che, molti di loro, hanno la coda di paglia! - Considerando, però, come si dimenano, si può dire che anche il sale produce i suoi positivi effetti. | ROBERTO D'ALTAVILLA: PERCHE' L'APPELLATIVO DI "GUISCARDO"? Da: "I Normanni del Sud" di John Julius Norwich - [...] Fu durante il periodo trascorso a San Marco Argentano, che Il Guiscardo si guadagnò il soprannome che doveva distinguerlo tutta la vita. Si raccontano molti fatti a proposito della sua furberia. Forse uno dei più ameni, che potrebbe essere apocrifo, è narrato da Guglielmo di Puglia. Un certo monastero che si trovava in cima a un monte (probabilmente Malvito, vicino a monte Pareta - attualmente Parite -) era stato preso di mira dal Guiscardo che ne invidiava la posizione dominante che lo rendeva pressochè inespugnabile. Un giorno su per il sentiero che vi conduce fu visto svolgersi un lungo e mesto corteo funebre; giunti al monastero, i Normanni indicarono una cassa da morto ricoperta da un drappo nero e chiesero all'abate di celebrare una messa in suffragio dell'anima del loro compaesano deceduto nella chiesa del monastero. L'abate aderì alla richiesta. Disarmati, come era l'uso, i Normanni entrarono processionalmente nell'edificio e deposero la bara, con riverenza, davanti all'altare. Ebbe inizio il servizio divino. Ad un tratto il drappo nero fu gettato via e il cadavere balzò in piedi rivelando un mucchio di spade sul quale era adagiato; i Normanni che accompagnavano il finto morto le impugnarono e incominciarono a menare a destra e a sinistra i poveri monaci che non di riprendevano dallo stupore". - Il monastero fu così espugnato e da qui i Normanni, entrati dentro le mura di Malvito, la conquistarono. I ruderi del monastero sono tutt'oggi visibili e dalla loro locazione si può immaginare quanto fosse estesa la cinta muraria di Malvito. Attualmente la cittadina è arroccata nella parte alta del colle, ma è indubitabile che fosse, in epoca Longobarda prima e Normanna poi, ben più estesa di adesso. Malvito, dopo la conquista del Guiscardo, fu governata da uno dei suoi figli: Roberto detto Scalone, probabilmente perchè egli si spostava, attraverso l'omonimo passo, nelle montagne di S. Agata d'Esaro, per raggiungere Scalea, all'epoca ricadente nei territori della ricca e florida Malvito. |  | Nella cittadina di Paola, in provincia di Cosenza, un gruppo, ben affiatato, denominato "Roberto il Guiscardo", fa rivivere le gesta del condottiero Normanno. Certosina è la ricerca storica sui costumi, in particolare delle armature. Un nutrito gruppo di sbandieratori precede i figuranti nelle meravigliose sfilate che, dal 1994, si tengono nelle piazze Calabresi e d'Italia. Anche Malvito [9 settembre 1997] ha ospitato, nell'ambito della manifestazione "I Normanni al Castello", l'ormai famoso Corteo Storico, che si è esibito nella suggestiva cornice del Castello Normanno. Clicca sulla locandina, per visitare il sito dei nostri amici Paolani. |
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