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 Il tempo rende ragione, sempre, alla verità. - Ieri sera, sullo spazio antistante Palazzo Ariani, si è tenuto un incontro commemorativo sulla figura di Oscar Principe, attraverso le pagine dell'Altoparlante da lui fondato e diretto. Relatori, insieme al Sindaco Callisto, sono stati l'Ispettore Ministeriale della Pubblica Istruzione, Dott. Francesco Fusca ed il Prof. Giuseppe Trebisacce, Ordinario di Storia della Pedagogia presso l'Università della Calabria.

Nulla da eccepire sull'intervento dei due illustri ospiti, anche perché il Dott. Fusca ha, generosamente, sacrificato il tempo della sua testimonianza per dare più spazio al dibattito che avrebbe seguito le relazioni. MA DIBATTITO NON C'E' STATO! - Il Sindaco ha avuto fretta di chiudere l'incontro accampando la scusa del tempo, ma il tempo c'era, anche perché i pochi presenti non avrebbero certamente sofferto di un prolungamento di qualche minuto. L'unico intervento, sollecitato alla brevità, è stato riservato a Luigi Gramigna, nipote di Oscar Principe, che tra le poche parole pronunciate ci ha reso una grande e incontestabile verità: "Democrazia e Libertà sono state sempre di casa nelle pagine dell'Altoparlante".

Il Sindaco, nella sua introduzione, ha avuto modo di citare anche il nostro spazio Web stigmatizzandone i contenuti, ma riconoscendo il fatto che “l'Opera di Principe dovrebbe appartenere alla memoria di ogni cittadino malvitano”. Finalmente, finalmente, finalmente! - Ma non tutto è reso alla figura di Oscar Principe: non viene detto, ad esempio, della scientifica demolizione della sua figura, del fatto che era apostrofato come "U Maccarrunaru", oppure che  veniva accostato al famoso brandy OP che più invecchia e più diventa buono, mentre il Nostro buon Oscar più invecchiava e più rimbambiva, il tutto tradotto in una vignetta che faceva bella mostra di sé nella festa dell'Unità del 2001 (giusto qualche anno fa). Viene anche affermato che, per tracciare un profilo storico di un qualsiasi personaggio, bisogna far trascorrere del tempo, ma, a nostro parere, di tempo ne è trascorso fin troppo! – E’ stato anche ricordato che non tutti gli avvenimenti sono presenti nelle cronache dell’Altoparlante, che non si trova traccia del ’68, che non ci sono notizie sul referendum sull’Aborto e sul Divorzio, che non ci sono approfondimenti sullo Statuto dei lavoratori. Beh! Già che ci siamo rimproveriamogli che non ha pubblicato il Capitale di Marx, il Libro Rosso di Mao e gli scritti di Gramsci. Dimentichiamo che egli era un Democristiano-Anticomunista e che, se vogliamo, non c’è mica da essere fieri della drammatica deriva partorita dai moti del ’68. E poi, anche se c’è stata qualche “omissione”, ma dubito che siano stati letti tutti i numeri dell’Altoparlante, sono tante le idee partorite e le azioni intraprese  che non crediamo ci siano motivi per andare a spulciare su qualche improbabile dimenticanza. Così come i suoi detrattori di un tempo ricordano soltanto quello che è comodo ricordare, quello che può fare meno male alla loro storia di demolitori e dissacratori della figura di un loro qualsiasi avversario, specie se pensante e portatore di progetti per quei tempi impensabili. E allora:

ben venga l’elogio altissimo all’Europeismo di Principe, ma bisognava ricordare che quando si trattava di deliberare sul gemellaggio con Rognes, l’opposizione comunista votava contro;

ben venga il riconoscimento sull’aver voluto l’unione dei Comuni, prima della Legge sulle Comunità Montane, ma bisognava ricordare che l’opposizione Comunista votava contro la sede della comunità Montana a Malvito, che fu possibile ottenere grazie al voto determinante del Prof. Antonio Giardino, che per poco non veniva linciato.

Nel lungo e doveroso escursus sulla figura di Principe ci sono state delle omissioni, sicuramente non volute, per l’assoluta buona fede degli oratori. Per esempio:

nulla si è detto dell’attenzione ai senza tetto e del progetto delle prime case popolari a Malvito;

nulla si è detto sulla Cittadella degli Studi, che doveva raccogliere gli alunni della Scuola Elementare e Media in un unico complesso, con caratteristiche di residenzialità per i fanciulli più poveri, progetto avversato aspramente e affossato;

nulla si è detto della lungimirante idea di un’Università nella Provincia di Cosenza il cui plastico fa bella mostra nel centro UNLA di Roggiano Gravina. Se non ricordo male l’Ateneo doveva sorgere sulle colline vicino al Casino Fortilizio dei La Costa. Anche questo progetto è stato affossato per la spinta solitaria della Democrazia Cristiana locale, senza appoggio delle altre forze politiche, finché il maggiore peso specifico dell’asse Cosenza-Rende è prevalso, con i notevoli benefici per quell’area urbana che sono sotto gli occhi di tutti.

Ma c’è un altro aspetto che è stato trascurato, forse perché non sufficientemente informati sulla figura di Oscar Principe. Non è stato ricordato, infatti, che dopo la lunga prigionia durante la Seconda Guerra Mondiale, al suo ritorno a casa,  era veramente difficile un inserimento lavorativo che  gli permettesse una vita dignitosa. Principe non si perse d’animo e, indebitandosi, acquistò una trebbiatrice con la quale girò per tutta l’alta Valle dell’Esaro riuscendo a guadagnare quanto gli bastava per organizzare al meglio la propria vita. Successivamente arriveranno la Politica e la Scuola che ci consegneranno il Galantuomo che conosciamo.

Un’altra colpevole dimenticanza è stata quella di non ricordare l’attenzione verso lo Sport, inteso anche come veicolo pubblicitario per la piccola e amena Malvito. Organizzava, durante il suo breve mandato, la prima corsa ciclistica Interregionale con partenza e arrivo a Malvito, corsa che occupò le cronache sportive del tempo, attraverso l’interessamento delle maggiori testate sportive Nazionali e della Rai. E sempre la Rai dedicava l’intero tempo della trasmissione “Cronache Italiane” all’evento tanto osteggiato dai suoi oppositori: il gemellaggio con Rognes. Peccato che non ci sia stata la testimonianza di un suo compagno di viaggio o di un Democratico Cristiano, che portasse all’attenzione del pubblico altri punti di vista e, in questo caso, i punti di vista diversi non sono un mero dettaglio. Peccato!Speriamo che il proposito del Prof. Trebisacce di dedicare una tesi di Laurea all’opera del Prof. Principe, finalizzata ad un’eventuale pubblicazione, diventi presto una realtà; attenzione, però, che non vi sia un unico punto di vista e cioè quella visione di comodo che offre rendita a coloro che sono stati i suoi acerrimi detrattori. Che si parli anche, per favore, del dolore lacerante che lo ha avviluppato nella sua Malvito, per l'asprezza dello scontro politico, e della preziosa consolazione dei suoi pochissimi amici.

In ogni caso è stato un bene parlare di Oscar Principe, anche se dopo molti anni dalla sua scomparsa. La decantazione necessaria a raccontare fatti e avvenimenti con animo sereno, in questo caso, è stata una imperdonabile perdita di tempo. Oscar Principe poteva ottenere questi riconoscimenti non oggi, ma il giorno dopo la sconfitta con il suo avversario Prof. Vetere. Non rabbia, non rancore, per l’insuccesso elettorale, ma un generoso mazzo di rose rosse offerte al neo sindaco, in occasione del suo insediamento, per suggellare con GALANTERIA un nuovo corso. Da lì bisognava incominciare a dare a Principe quello che meritava; se aveste avuto la sua stessa GALANTERIA, forse la sua dipartita sarebbe stata, sicuramente, più serena.

Peccato che sia stato inibito il dibattito annunciato, peccato per i due aneddoti di cui avrei voluto parlare e non ho potuto: me li riservo per altre occasioni o li conserverò gelosamente solo per me o per qualcuno che non voglia speculare sulla figura di Principe. Non avrei detto certamente le cose che ho scritto adesso, non sarebbe stata certamente l’occasione e non mi sarei voluto ripetere dal momento che il mio pensiero su Principe è stato più volte espresso su queste pagine e in tempi non sospetti.

Ma dov’erano gli Assessori e i Consiglieri Comunali, fatta eccezione per il Sig. Ciniglia e i due di minoranza Avolio e Iannello? Dov’era la gente di Pauciuri? Dov’erano gli amici di un tempo? Ah, se un uomo così fosse nato altrove!

 

[O.P.] - Scavello Vincenzo

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