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Il "Casteleto"
 
Penso che tutti a Posina conoscano questo termine e questo luogo, ma sono sicuro che non tutti sono saliti fin lassù.
Si tratta di un luogo posto in montagna, vicino al Colletto di Posina, punto di accesso e valico per andare dall'altra parte di questa barriera naturale posta a Sud del paese.
La Posizione e la forma di questo Casteleto, sono molto particolari. Il termine è sicuramente appropriato: basta dare un'occhiata lassù per rendersi conto che la natura ha posto uno sperone roccioso a forma di torre di castello in questo luogo.
Anche i nostri valorosi soldati, durante le fasi più cruente della Grande Guerra in Val Posina, si accorsero di questa importante posizione dominante: traforarono la roccia e nacque una nuova galleria, una delle tante sparse su questi nostri monti. Da lì potevano osservare e controllare le posizioni e gli spostamenti del nemico, arroccato sul monte Majo e su tutte le pareti che poi confluiscono verso il passo della Borcola e oltre. Un punto strategico certamente importante, come molti altri sparsi un pò dappertutto sulle nostre montagne.
 
Risalendo la via Canova (dal cimitero), ed osservando a sinistra in alto, la parte Nord del gruppo del Novegno, ecco apparire i primi contorni del Casteleto qualche decina di metri prima della cabina elettrica. Pochi passi ancora e la caratteristica sagoma a forma di piccola torre di castello si delinea chiaramente sullo sfondo del cielo. Continuando a camminare arriviamo nel centro del paese e la caratteristica forma del Casteleto rimane sempre ben delineata.
Arrivati al Monumento ai Caduti, sia che si scenda a sinistra verso il caseificio, sia che si salga verso i Munari, la forma del Casteleto comincia a confondersi con la montagna posta dietro il Casteleto stesso. Quest'ultimo così perde la sua caratteristica di rocca stagliata contro il cielo e si confonde con il gruppo montagnoso di cui fa parte. Il Casteleto, in queste condizioni di osservazione, sarà più difficile da distinguere. Ma un osservatore attento e specialmente chi conosce i luoghi, saprà certamente individuare questa piccola rocca rocciosa dal Majo, dalla Borcola, dal Pasubio e da qualsiasi punto posto ad Ovest di Posina.
 
Per arrivare lassù non ci sono da affrontare particolari difficoltà, solo nella parte finale del percorso occorre prestare un pò di attenzione.
Scendendo per la strada che porta al campo sportivo, si supera il ponte sopra il torrente Posina ed un centinaio di metri più avanti, a destra, superata una barriera, si risale il largo sentiero che entra nel bosco. Per scorciatoie e per piccoli sentieri che tutti più o meno conoscono, si risale la valletta fino ad arrivare a contrà Balan. Il posto è magnifico: il silenzio a volte è assoluto e davanti a noi abbiamo le precipiti pareti del monte che incombono sopra di noi. Il casteleto ora è vicino e l'osservatore può notare come sia più "grande" la sagoma ed anche la galleria centrale è facilmente distinguibile.
Superate alcune case della contrada si segue il segnavia n°499 che, attraverso la mulattiera, ci porta finalmente al Colletto di Posina (quota 1057 m.). Il posto è molto bello, sempre arieggiato, e finalmente si può scorgere cosa c'è dall'altra parte del valico. Alcune vie transitano da qui; in modo particolare dal Colletto transita la mulattiera d'arroccamento che sale al Monte Rivon (segnavia n°401), il punto più elevato del gruppo del Novegno (m.1691). Per arrivare al Casteleto si deve seguire un largo sentiero, non segnalato, che sale leggermente in direzione Nord; più in là diventerà sentierino.
Si prosegue sempre in direzione Nord e nel giro di 15 minuti circa si è in vista dello squadrone roccioso e dell'ingresso posteriore della galleria. Pochi passi ancora e si entra nella corta galleria; all'uscita il panorama che si presenta davanti a noi è vasto e ripaga pienamente la fatica della salita. Il colpo d'occhio che si presenta è splendido: il gruppo del Sengio Alto a Ovest, il Monte Alba, il Pasubio, il passo della Borcola, il Majo, il Toraro. Nella valle c'è Posina con le varie contrade e sotto di noi contrà Balan. Il Casteleto è posto a quota 1100m. circa e comunque occorre prestare particolare attenzione all'uscita della galleria perché lo spazio è limitato, il punto è esposto e le pareti precipitano quasi verticalmente in alcuni punti. Come dicevamo, l'osservazione da questo punto è splendida e chi ama guardare dall'alto la valle ed il Pasubio in particolare non può fare a meno di andare a fare un giro in questo luogo così caratteristico. Il tempo per la salita è sempre molto personale, comunque in un'ora e mezza si può arrivare. L'escursione si può concludere anche nel giro di una mattinata.
 
Ricordo, ai tempi, che gruppi di ragazzi salivano lassù, con molto entusiasmo. La meta era ambita e questa era un'escursione classica, insieme alla più impegnativa salita al Pasubio (a piedi da Posina). Ricordo quella mattina di tanti anni fa che Leder Rino mi chiese se volevo andare con lui su al Casteleto. I suoi figli Daniela e Luigino, insieme con altri ragazzi, erano saliti lassù, fin dal mattino presto. Rino era un pò preoccupato e partimmo alla ricerca dei giovani escursionisti. Sinceramente non ricordo se li trovammo da quelle parti. Quello che ricordo molto chiaramente fu l'apparire improvviso delle rocce e della galleria, nei pressi del Casteleto. Io allora avevo 10 o 11 anni ed avevo sentito sempre parlare tanto della strada delle gallerie in Pasubio, ma non ero ancora andato là. Ora, per la prima volta, vedevo ed entravo in questa galleria; la sensazione fu "forte" e non la potrò mai dimenticare. Il panorama eccezionale, la vista del paese dall'alto, la mia prima e vera escursione in Montagna.
 Il giorno dopo non ebbi modo di resistere alla tentazione: andai su da solo. Imprudenza di giovane ragazzo!
Ma la voglia di tornare lassù era molta. La strada me la ricordavo bene e tornai nello stesso punto, riprovando le stesse sensazioni. In quei momenti emerse in modo prorompente quella passione per la montagna e per l'escursionismo che non mi ha mai abbandonato.
 
Il Casteleto è sempre là, vigile guardia sul paese e sulla valle, testimone di fatti d'arme che noi tutti conosciamo...
Spero che questo luogo non sia mai dimenticato, ma che sia ancora visitato con curiosità ed interesse. Spero che il Casteleto possa essere ancora una meta ambita dai giovani e dai meno giovani e da chi ha un sincero interesse per i luoghi a noi così cari e per l'escursionismo in generale.
 
 
                                                                Roberto Salerno
 
 
Pubblicato sul Bollettino Parrocchiale "Campane di Posina", anno 2000-2001.
 
 
 
 
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