Un devoto aveva dimenticato gli occhiali da vista a casa e non riusciva a leggere un biglietto. Lo Swami ondeggio' la mano e gli occhiali comparvero li', tra le sue dita. E non c'era dubbio, erano i suoi occhiali: stesse lenti, stessi segni, stessa marca, stessa montatura.
"La prossima volta non te li scordare", fu il breve commento di Sai Baba. A casa del devoto gli occhiali erano scomparsi.
Ora, provate ad immaginare un uomo che scova un paio di occhiali in uno dei miliardi di cassetti che esistono al mondo, tra milioni di citta' e villaggi, tra milioni di abitazioni; li dematerializza, li trasporta istantaneamente la' dove vuole trasportarli e li rimaterializza per la gratificazione di un devoto. Immaginate questa potenza e riflettete un attimo su cio' che si nasconde dietro la tunica arancione di Sai Baba, un uomo che sa entrare dentro di noi e per la vita non ci abbandona piu': "Voi siete miei ed io sono vostro. Non dibattete sulla natura di Dio, sulla Mia realtà. I pesci non possono raggiungere il cielo, l'occhio non riesce a vedere l'orecchio, anche se è cosi' vicino. Visto che non riuscite ad affondare nella vostra stessa realta', perche' sprecate tempo per esplorare l'essenza di Dio? Mantenete il pensiero costantemente legato all'anima che e' la sostanza del mondo oggettivo, la realta' fondamentale che va al di la' dell'apparenza».
In una occasione Sai Baba ha ribadito l'importanza degli oggetti da lui materializzati.
"Quando un cardiopatico ha problemi di ritmo si rende necessario applicargli un pacemaker", dice lo Swami, "cosi', quando il cuore lancia il suo grido di allarme, il pacemaker entra in funzione, ripristinando un ritmo alterato. Nello stesso modo quando il devoto e' in pericolo e' sufficiente che invochi il mio nome perche' io intervenga istantaneamente per proteggerlo. Le batterie del pacemaker possono anche esaurirsi e lo strumento fallire. Io non fallisco mai".
Alcuni devoti di Sai Baba, anche tra coloro che sono rimasti a stretto contatto con lo Swami per alcuni anni, affermano che le produzioni soprannaturali di tipo psicocinetico, riferibili alle materializzazioni realizzate dal Maestro, sono sempre inevitabilmente delle materializzazioni.
Questa tesi non e' del tutto esatta in quanto Sai Baba produce anche degli apporti, cioe' il trasferimento di un oggetto da un luogo all'altro, in maniera istantanea.
Abbiamo gia' preso in considerazione l'apporto degli occhiati da vista di un devoto distratto. Vengono riferiti apporti di shivalingam, che restano per qualche tempo "in visione" allo spettatore e quindi ritrasferiti nel luogo in cui sono normalmente custoditi.
Lo stesso Sai Baba dichiaro' tempo fa (se non vado errato, la dichiarazione venne fatta al dr. Hislop) che Egli prende gli oggetti dove sono reperibili, trasferendoli all'istante.
E' chiaro che l'apporto non dovra' mai danneggiare le industrie manifatturiere, o i rivenditori, e anche se portano il marchio di questa o quella fabbrica nessun danno viene recato al produttore.
E' molto significativo il racconto fatto da un devoto al quale Baba aveva materializzato un orologio. Grazie alle indicazionì trovate sulla cassa era riuscito a rintracciare il probabile rivenditore. Questo ricordo' perfettamente di avere venduto quell'orologio ad un distinto signore, il quale era entrato nel suo negozio sicuro di cio' che voleva acquistare. Il signore aveva scelto l'orologio, lo aveva pagato e se ne era andato. Il
giorno e l'ora corrispondevano al momento della materializzazione.
Tempo e spazio sono effettivamente una nostra realta'. Per lo Swami non esistono dimensioni che possano arginare, ritardare o modificare il Suo volere. Sai Baba ferma il tempo per qualcuno intervenendo sulla sua mente. Cosi' fece Krishna, durante una battaglia; e lo stesso Baba spiego' il meccanismo attraverso il quale si verifico' quell'improvviso arresto temporale.
Tratto dal libro: G. Rosati, Sai Baba. L'uomo venuto dal Cielo, Parma, 1990

http://www.digits.com/
