Seduto ai suoi piedi, Sai Baba mi ripeteva esattamente quello che avevo pensato e detto pochi giorni prima, e identificava rapidamente due miei antichi desideri che vennero subito soddisfatti. Ancora oggi mi chiedo se avesse letto nella mia mente i desideri che avevo formulato tre anni prima, esercitando così la telepatia.
Spesso un fenomeno sfuma nell'altro e non è possibile tracciare dei confini netti. I confini netti si possono tracciare quando i poteri sono limitati. Allora troveremo sensitivi che hanno soltanto capacità psicocinetiche e così via. Nel caso di Sai Baba, è l'intera sfera del paranormale che viene esercitata e un fenomeno compenetra l'altro. La rapidità con cui accade il fenomeno non consente nemmeno di prepararsi all'evento e ogni analisi deve essere fatta a posteriori.
Un caso di telepatia pura ebbi occasione di afferrarlo un giorno in cui mia moglie espresse mentalmente un desiderio nato lì per lì a seguito di alcuni fatti accaduti in quello stesso momento. Sai Baba non dichiarò nemmeno di averlo afferrato, ma in quello stesso istante materializzò ciò che mia moglie aveva richiesto mentalmente.
La telepatia può accadere attraverso un meccanismo diretto passando l'informazione da un fotone all'altro, oppure può realizzarsi in maniera indiretta quando l'informazione viene dapprima registrata dal Campo unificato di energia, dal quale poi vengono create altre particelle subatomiche che si portano dietro l'informazione.
La spiegazione della telepatia, come di ogni altro fenomeno paranormale cognitivo, è dunque quantistica. Si può ipotizzare un meccanismo diretto quando prendiamo in considerazione la telepatia e la psicodiagnosi, mentre dovremmo pensare ad un intervento indiretto attraverso il Campo unificato quando prendiamo invece in considerazione la precognizione e la retrocognizione. E' ovvio che, parlando di poteri psicocinetici, dovremo sempre prendere in considerazione il Campo unificato dove nascono e muoiono tutte le cose.
La trasmissione del pensiero non viene ostacolata dalla distanza o da barriere di alcun genere e questo fa pensare che le stesse radici del pensiero siano onnipervadenti. La psiche di un individuo che genera il pensiero non sarebbe altro che un piccolo territorio di un più vasto oceano che tutto ingloba."