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Taras Shevchenko

Il 25 febbraio del 1814, in un villaggio non lontano da Kiev, Gregorio Shevchenko, servo della gleba, ebbe il suo 3° figlio e lo chiamò Taras. Un figlio di servi era, naturalmente, servo a servo a sua volta. Taras fu mandato a scuola, e rapidamente imparò a leggere e scrivere, ma ben presto la miseria sempre più grave, lo costrinse al lavoro di pastore. La mattina usciva prima dell'alba, si recava nella steppa e trascorreva le sue giornate in solitudine. Trascorsa l'infanzia, Taras divenne servo di un gentiluomo che lo portò con sè a SanPietroburgo. In questa città la sua vita ebbe una svolta: conobbe un bravo pittore, Sòcenko, il quale fece in modo che Taras ottenesse la cosa per lui più importante: la libertà. Divenuto libero, pubblicò la prima raccolta dei suoi versi. Il successo fu grandissimo. Egli fu il primo poeta ad affrontare il problema ucraino, fu il primo ad occuparsi della vita dei contadini. Ma con troppa audacia il poeta s'era lanciato nell'impresa di rivendicare la libertà della sua patria, e così nel 1847 la polizia dello Zar arrestò Taras Shevchenko. Ottenne la libertà solo dopo 10 anni di prigionia. Ritornò nella sua amata Ucraina, trascorse i suoi ultimi anni in solitudine, e morì all'età di 46 anni.  Vi proponiano alcuni versi tratti dalle sue poesie:

UCRAINA

 ...Il nostro vecchio Dniprò, steso fra le colline, sembra un bambino nella cuna. Esso attraversa tutta la nostra terra, e tutta l'accarezza, specchiando i suoi villaggi bianchi, i suoi verdi giardini...

LA LIBERTA'

 ... Viveva, in Ucraina, la bella libertà. S'irrorava con l'acqua del nostro Dniprò. Le colline erano suo guanciale; la steppa era sua coltre...No!Col sangue, col sangue s'irrorava la libertà, e dormiva sui cumuli di morti, di morti cosacchi, di nudi morti...

NON M'IMPORTA

... Non m'importa ch'io viva o non viva in Ucraina, che rimanga o non rimanga memoria di me, sepolto sotto la neve, in terra straniera.Non m'importa. Ho vissuto in schiavitù, e in schiavitù morrò, morrò piangendo senza che nessuno mi pianga. E non lascerò traccia nella gloriosa Ucraina, terra nostra e non nostra. E non mi rievocherà il padre, parlando al suo figlio, non gli dirà:"Prega, o figlio! Egli è morto, un giorno egli è morto per l'Ucraina!"...

IL SOLE E' TRAMONTATO

...Il sole è tramontato; le montagne si oscurano; gli uccelli tacciono; il campo diventa muto. E' l'ora che tutta la gente ritorna alla casa, felice del prossimo riposo. Questo io contemplo, e volo al mio giardino ombroso; volo col mio pensiero, e il mio cuore riposa. Le montagne si oscurano, e i campi e i boschi. Nel cielo azzurro spunta una stella...O stella, stella (lacrime scendono dai miei occhi) sei già spuntata in Ucraina? Ti stanno in quel cielo cercando quegli occhi cari? O, forse, mi hanno già dimenticato? Se così è, si chiudano nel sonno, quegli occhi, e nulla sappiano della mia triste sorte...

NON C'E' TRISTEZZA IN ME

... Non c'è tristezza in me; eppure, talvolta, non posso addormentarmi fino a tarda notte. Sempre vedo risplendere quei profondi occhi neri. Sempre una voce mi parla lieve, e mi dice: "O miserello, vuoi tu il paradiso?... Esso è qui, qui nel mio cuore". No! tu non hai cuore; tu serri nel petto nient'altro che un pugno di carne...Ma allora perchè sei tanto bella, giovane, fiorente? Non c'è tristezza in me; eppure, talvolta, non posso addormentarmi fino all'alba nuova. Un'ansia mi tormenta, continuamente. Che devo fare, perchè quegli occhi non possano ferire il mio cuore mai più?...

LA NUBE VOLA

... La nube vola sull'ali rosse incontra il sole, e lo copre d'un velo roseo, come un bambino; poi lo porta a dormire nel mare azzurro. L'occhio si bea. Il cuore par che riposi e parli col Signore. Un'ora, un'ora almeno di questa gioia...No. La nebbia sale, come un nemico. Bigia copre il mare, spegne la nube rossa, avvolge tutto di tenebra...E di tenebra muta anche il cuore ti fascia. Non sai più dove stare. Aspetti che ritorni la luce, come i bambini aspettano la madre...

 I MIEI PENSIERI

Miei spinosi pensieri, miei spinosi pensieri, mi arrecate soltanto dolore! Perché ve ne state sulla carta così tristemente uno sopra l’altro?.. Perché i venti non vi disperdono come la polvere nelle steppe? Perché mai la cattiva sorte non vi culla nel suo petto?….. Miei pensieri, miei malinconici pensieri, miei bambini, teneri germogli! Vi ho nutrito, vi ho cresciuto..e ora cosa devo fare con voi?….Andate in Ucraina, miei trovatelli senza tetto! Fate la vostra strada di ritorno verso l’Ucraina, come vagabondi, ma io son destinato a rimanere qui. Lì troverete un cuore che è vero e parole di gentile benvenuto, lì troverete onestà, pura verità e forse anche fama….Allora, mia Madrepatria, Ucraina, accoglili in casa tua! Accetta la mia schietta, semplice prole e prendila per te stessa!

IL MIO TESTAMENTO 

Quando sarò morto, seppellitemi nella mia amata Ucraina e che la mia tomba giaccia in alto sopra un monticello in mezzo alla pianura estesa così che i miei occhi possano vedere i campi, le sconfinate steppe, la riva bagnata del Dnipro e le mie orecchie possano sentire il potente rombo del fiume. Quando il Dnipro dall’Ucraina porterà verso il profondo mare blu il sangue del nemico… allora lascerò queste colline e questi fertili campi… Li lascerò tutti, volerò via e poi pregherò…ma fino a quel giorno niente di Dio saprò.. Oh seppellitemi, dopo alzatevi, rompete le pesanti catene e col sangue dei tiranni bagnate la libertà che avete conquistato. E nella nuova grande famiglia, la famiglia dell’uomo libero, con una parola gentile ricordate anche me...

NON SPOSARTI

Non sposare una donna ricca, amico, ti porterà via da casa. Non sposare nemmeno una donna povera, amico, cure noiose sarebbero tue compagne. Resta ancorato alla vista spensierata del Cosacco e condividi il destino del Cosacco: se devono esser stracci, che stracci siano, quello che viene, sarà quello che prendi. Dunque non avrai nessuno da infastidire o nessuno che ti rallegrerà nessuno che si prenderà cura di te, che ti inquieterà e farà domande, nessuno a preoccuparsi su cosa ti affligge e di come stai. Dicono che quando due condividono la sfortuna è più facile piangere. Non è così: è più facile piangere quando non c’è nessuno che vede.

 

Link vari (in inglese):

Sito contenente un vastissimo archivio della pittura ucraina:

http://www.history-of-art.ohio-state.edu/UPA/UPA.html

Il sito dell'Università di Kiev "T. Shevchenko":

www.univ.kiev.ua

 

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