Lidia Croce un'artista legata saldamente a questo territorio
LA CROCE DEL SUD
di Antonio V. Gelormini

Anche il Gargano, nella dimensione spirituale di Montagna sacra, ha la sua Croce. Si chiama Lidia, è un’artista raffinata ed è innamoratissima di questo antico promontorio, a cui è legata da fili di discendenza materna, mentre è Siena a rivendicarne l’adozione anagrafica.
Scultrice, pittrice e disegnatrice, Lidia Croce è saldamente ancorata a questo territorio, le cui suggestioni sono motivo di continua ispirazione per la sua creatività e per il suo estro contemporaneo. Sono diverse le opere che hanno apposto il sigillo dell’originalità agli spazi più autentici dell’identità garganica. Tra tutte il Diomede di Peschici domina per dimensione, carica emotiva e riferimenti storici.
Questo territorio lega la sua storia alla figura epica di Diomede. Qui l’eroe greco approdò, attratto dalla suggestione della costa garganica. Qui la leggenda narra che scagliò in mare dei massi ciclopici, dando vita alle Isole Tremiti. E qui decise di fermarsi, trattenuto dall’incanto e dalla bellezza dell’entroterra. Il suo sguardo ne fu rapito, sposò Ecana, la figlia del re Dauno, e si dedicò, lui uomo di mare, alla passione controversa di allevatore di cavalli. Chiese che una spiaggia dell’affascinante arcipelago diventasse il luogo della sua sepoltura e Afrodite ne rese perenne la presenza, trasformando i suoi compagni in grandi uccelli marini, le diomedee, i cui lamenti continui ne perpetuano il ricordo nel tempo e nello spazio. La scultura in bronzo di Peschici lo racconta e lo ricorda in una stimolante sintesi artistica, carica di simboli e di riflessi.
Ma se Diomede è stato l’eroe laico, che ha illuminato la ricerca storica di un’identità tante volte cercata e troppo spesso smarrita, l’incontro con la luce, la forza e la spiritualità intima di questa montagna non poteva che trovare senso nella figura impetuosa dell’Arcangelo Michele. Luce, forza e spiritualità sono le declinazioni di quei “Vortici di energia nello spazio” , che hanno dato vita alla collezione di bozzetti grafici e studi preparatori per una suggestiva scultura dell’Arcangelo.
Ammirare la collezione di Lidia Croce, in occasione di Aurea – Terza edizione della Borsa del Turismo religioso e delle Aree protette a S. Giovanni Rotondo, è stato come essere travolti da un uragano di energia creativa, che si sprigionava dai disegni in esposizione. In gran parte monocromi, in essi si percepisce l’intensità del movimento conseguente alla carica energica, generata da una lotta titanica, che porta l’Arcangelo Michele a vincere su quella che era la massima espressione della luce: il ribelle Lucifero. Tra tanta energia, il continuo richiamo alle teorie di Einstein (la cui stessa E=mc2 diventa acronimo tra lo scienziato e il santo) si delinea lungo traiettorie celesti, che mutano il concetto di spazio e tempo. Per descrivere, con un moto quasi geometrico, la rappresentazione di un contatto, che qui sul Gargano, dove “L’Arcangelo giunse cavalcando il cammino della luce”, generò fede e devozione, ma anche leggende e superstizioni.
L’iconografia dell’Arcangelo Michele, rivisitata in chiave moderna da Lidia Croce, si arricchisce allora di nuove dimensioni e di rinnovate emozioni, per continuare ad indicare ai moderni pellegrini il senso del viaggio, che nel suo rinnovarsi attraverso il passaggio, l’incontro e la condivisione, porta alla vera meta ultima: la scoperta di se stessi.

Lidia Croce ci mostra le 100 grafiche dedicate all'Arcangelo Michele
L'articolo di V. Gelormini è tratto da www.capitanata.it
Il servizio fotografico sulla Mostra è stato realizzato da Teresa Rauzino
IL DIOMEDE
http://www.lidiacroce.com/diomede.pdf
IL SITO DI LIDIA CROCE
www.sculturacontemporanea.com