“A Pigghiata” a Palermiti
Nella giornata del Sabato Santo, allietata da una temperatura mite, fortunatamente diremmo, visti questi ultimi giorni, è stata rappresentata a Palermiti “A Pigghiata”, rappresentazione teatrale della passione e morte di nostro Signore Gesù Cristo. Tratta da un copione risalente, probabilmente, al '600 italiano, i tempi del Metastasio per intenderci, la versione in uso nei nostri centri è basata sulla ritmica delle frasi, con cadenze latineggianti, a volte anche con parole grecaniche e d'uso antico. Ma, al di là degli aspetti linguistici, la rappresentazione ha, a Palermiti e nei paesi viciniori, molta presa. L'aspetto più importante è quello sociale, perché consente a tante persone, che, altrimenti, avrebbero poche occasioni di frequentazione, di vivere, per oltre tre mesi, a diretto contatto, spesso confondendosi in un unico soggetto con lo scopo precipuo della buona riuscita. Storiche, poi, rimangono, tra i vari partecipanti, le situazioni, a volte comiche, che si vengono ad intrecciare. Dicevamo dell'aspetto sociale, importantissimo, perché porta ad avvicinarsi idee e sentimenti che tante volte, anche a causa della strana politica dei nostri centri, restano distanti.
A Palermiti, per tornare alla “pigghiata”, la tradizione popolare è molto sentita. Quest'anno si è cancellato un tempo molto lungo dall'ultima rappresentazione, per l'esattezza dodici anni, dal 1996. Molti interpreti del 'secolo scorso', si sono ancora voluti cimentare con la stessa parte da recitare, altri nuovi attori hanno esordito in questa edizione, qualche altro, infine, ha voluto provare cambiando personaggio. Tutti, comunque, hanno fatto una bellissima figura, questo a detta della critica (a Palermiti, la miglior critica della passione sono gli anziani che, a loro volta, nel tempo, hanno recitato, alcuni, addirittura, negli anni '30, interpretando personaggi femminili).
Bello è stato il momento in cui si sono ricordate tutte le persone che hanno, a vario titolo, partecipato come attori alla “pigghiata”, sin da quando si porta in scena, primo fra tutti Franco Fulginiti, che nelle ultime quattro edizioni, la prima nel '74, ha recitato la parte di Gesù.
Ora certamente i tempi sono cambiati, la tecnologia aiuta, le conoscenze di ognuno sono aumentate, per cui si è potuto assistere ad una rappresentazione senz'altro migliore di quella degli ultimi tempi.
Ottima l'organizzazione della Pro-Loco “Città della Luce”: per l'allestimento del palco di Gioacchino Doria, il contributo per i costumi di Orlando Cimino di Girifalco, il service, con luci e microfoni, di Giuseppe Fabio di Soverato e l'organizzazione scenica curata con la collaborazione di tutti gli attori. Note particolarmente positive per le musiche di Igor Gullà e la regia di Domenico Servello, con il quale ha collaborato, per la direzione di scena, Fausto Varano.
L'auspicio, ed il sogno diremmo noi, è quello di poter rappresentare “A Pigghiata” nel periodo estivo, ad agosto, consentendo così a tantissimi emigrati, che non hanno più avuto la possibilità di vederla, di rivivere un po' della loro giovinezza a Palermiti, o nel circondario.