La Missione di suor Celestina Quadrizzi
a cura di f. naimo
Suor Celestina Quadrizzi è nata e vissuta a Monacilioni ove i genitori, provenienti da Campolieto, si erano trasferiti per motivi di lavoro.
All’età di 18 anni, rispondendo ad una fervida vocazione che ha caratterizzato gli anni della sua fanciullezza, è stata chiamata dal Signore ad intraprendere una lunga strada, quale sposa di Cristo, accanto agli ammalati e ai bisognosi. E’ qui, nelle corsie degli ospedali, accanto ai più noti luminari della medicina, da Roma a Campobasso, che suor Celestina ha prestato la sua opera, mettendo a disposizione di tutti, col suo dolce ed umile carattere, l' alta professionalità contornata e avvalorata dai sentimenti di carità e di amore per il prossimo.
Per tutti è stata un valido punto di riferimento.
In paese si è sempre parlato di suor Celestina, non solo per il caro ricordo, ma perché più di qualcuno, negli anni passati, ha avuto bisogno e ha trovato in lei sempre piena disponibilità e quel caloroso sorriso necessario a disporre l’animo e lo spirito ad affrontare con grande serenità gli ostacoli della vita.
Da 17 anni è missionaria in Argentina, la Terra degli italiani, dei molisani, ma di tanti monacilionesi, che custodisce anche le spoglie dei suoi genitori, ivi emigrati. Opera, insieme ad altre due consorelle, nella provincia di Formosa, al nord dell’Argentina, al confine con il Paraguay.
In occasione del suo cinquantesimo anniversario di voti religiosi è stata a Monacilioni, tra la sua gente, nel periodo di ferragosto. Al termine della Messa solenne di San Rocco, dopo avere salutato la popolazione, ha brevemente illustrato l'opera che svolge in Argentina, in una località priva dei servizi essenziali, tra poveri ed ammalati. Si è rivolta alla gente del suo amato paese perchè resti sensibile ai problemi di chi soffre, lanciando l'idea di costituire un gemellaggio con la città ove svolge tale missione.Un lungo applauso, sfociato tra la commozione generale, ha dimostrato affetto e consenso all'appello di suor Celestina.
In seguito ho avuto modo di salutarla, ma anche di intervistarla per rendere partecipe tutta la nostra comunità, sparsa nel mondo, della grandiosa opera umana che la nostra cara suor Celestina svolge tra la popolazione bisognosa, affinchè tutti possiamo esserle vicino ed aiutarla anche materialmente.
A tal proposito riporto integralmente il contenuto del colloquio attraverso le sue parole.
La zona in cui sono in missione comprende una popolazione di circa ventimila abitanti ed è costituita dal centro e da colonie intorno che distano otto, dieci, quindici e più chilometri.

Le strade non sono asfaltate per cui quando piove diventano impraticabili. Non vi è acqua potabile, viene sfruttata solo quella piovana che viene dal cielo e quando non piove i problemi sono più seri. Non vi sono cloache e le cunette delle strade si riempiono di acque sporche che vengono dalle case. La notte non vi è illuminazione nelle strade del paese per cui si va girando con la lucerna.
L’assistenza sanitaria è scarsissima. Non ci sono medicine. Tra i giovani sono pochi quelli che possono seguire gli studi e prendere una laurea, perché le loro famiglie sono povere.
Tra i ragazzi delle colonie molti non possono accedere nemmeno alle elementari, per mancanza di vestiti e scarpe o una bicicletta per arrivare in paese.
La casa delle suore è l’unico punto di riferimento per ogni situazione o necessità.
Siamo tre suore al servizio di questa comunità che comprende anche una colonia di “Aborigenes” (Tobas) e sono più di cinquemila abitanti che vivono nella più squallida miseria; molte volte sono rifiutati da tutti perché di diverso colore di pelle.
La nostra opera consiste prima di tutto nel valorare e rispettare le persone, le loro credenze, le loro abitudini. Far sentire che siamo lì per loro. Cerchiamo di dare a tutti una formazione umana e spirituale. Accompagnamo la loro vita dal concepimento alla morte con incontri vari con le famiglie, i catechisti, i giovani ed i bambini – Grupo Caritas Pastoral de la Salud – Molte volte sostituiamo i sacerdoti che sono pochi.
Insomma dobbiamo fare di tutto ……. però lo facciamo con molta generosità e gioia. Vale la pena!
Con le offerte che ci pervengono cerchiamo di far fronte alle necessità più urgenti.
Abbiamo in mente di realizzare un progetto nella colonia Aborigenes: portare la luce elettrica in una scuola (piccola) costruita da noi, dove i ragazzi del luogo imparano un mestiere: falegname; elettricista; meccanico. Però senza corrente elettrica che si può fare?
Così intendiamo anche anche costruire dei pozzi. Usano per bere e per lavare l’acqua dei laghetti che si formano quando piove. E quando non piove fanno molti chilometri per cercarli. Le malattie, quindi, si moltiplicano, dalle infezioni della pelle alla tubercolosi.... ecc.
Altro fenomeno doloroso: per sopravvivere i genitori stessi mandano le ragazze alla prostituzione e i bianchi ne approfittano pagando con una miseria questo tipo di prestazione.
Dimenticavo di dire che questa regione è una zona dove si coltivano le banane ed il cotone. Però vi è gran dipendenza dal Brasile che paga una miseria: una cassa di banane (20 Kg) solo un dollaro.
Questo ci dice la realtà degli agricoltori.
Ci vorrebbero persone preparate che possano aiutarli a valorizzare e a rispettare il loro lavoro. Aspettiamo volontari per tale servizio.
Grazie di cuore a tutti coloro che in un modo o altro intendono collaborare per questi progetti. Il Signore vi pagherà con molte grazie.
Suor Celestina
Conto corrente della Congregazione a nome di:
Marta Lomas
043 / 82273 / 8
Via Alsina – Quilmes - Bs.As. Argentina
(Cassa di Risparmio – in dollari e non in lire)