| COME POSSO NON AMARTI, BIMBA MIA?
Strana e disperata domenica sole caldo fuori sole nero nell'anima, a nulla servivano quelle campane festose pensavo a tua sorella che se ne era andata lasciamdi in compagnia della solitudine. Tu l'hai capito, piccolina, mi hai telefonato con la vocina che fai quando vuoi che io sorrida e poi sei comparsa una magia una visione, cielo come sei bella Claudia, gli occhi ancora più azzurri, sofisticata come solo tu sai esserlo con disinvoltura porti la bellezza per il mondo non accorgendoti di quanto ti guardino. Siamo andate a messa insieme a raccogliere l'ulivo benedetto poi, sottobraccio, mi hai condotto verso casa col tuo passo da ballerina e quegli incredibili tacchi che mi danno le vertigini solo a guardarli. Un caffè, tante chiacchierate e mi hai lasciata così con un sorriso nel cuore ed il sole che era tornato a splendere seppure era l'ora del suo tramonto. Come posso non amarti bimba mia? Maria Antonietta NON SONO IN PERICOLO Cielo grigio cielo scuro cielo ostile piombo sul capo senza luna sagome di betulle come macabri fantasmi manovrati dal vento del nord trasmettono angoscia aspetto prima di chiudere le finestre e poi sorrido non sono in pericolo come una lumachina la mia casa è il porto amico basta una canzone e scompaiono le ansie nascoste il silenzio mi fa compagnia. Maria Antonietta SETTE NOTE DOnatemi un REspiro di MIrto odoroso un FAscio di sussurri la SOLitudine amica che LAncerò nel turchino il SIpario calerà su me.
Maria Antonietta 12/01/2005 CHE SI FACCIA AVANTI E IO GLI SPUTERO' IN FACCIA Ditemi dove posso trovare quel bastardo che mi tortura si mostri nudo e tronfio davanti a me levi la maschera demone o angelo che sia le brave bambine vanno in paradiso gli manca il coraggio di mostrarsi colpisce alle spalle chi già arranca a fatica sotto fardelli gravosi troppi tanti insopportabili per chi è sola non avere timore di essere brava un altro colpo mortale inferto non ho più desiderio di porgere l'altra guancia di perdono e di riconciliazione sotto, fatti sotto chiederò a Diana la sua faretra con frecce avvelenate le scoccherò con perfidia con mira precisa non donare il tuo corpo prima del matrimonio ti combatterò a viso aperto non temo il sole che può solo illuminare una sciocca che crede nella bontà nell'amicizia nelle favole maligno malvagio crudele uscito da uovo di cuculo la castità è un dono serbalo perchè sia benedetto ti sputerò in viso ti strapperò i capelli pugnerò il tuo petto berrò il tuo sangue mi ubriacherò di sesso baldracca di me stessa non peccare mai per lussuria non tradire chi ami basta pure a te, nonna, mi inculcavi questi concetti a che serve a che è servito ascoltarti se bruciano di nuovo falò per la mia morte fasulla. le brave bambine vanno in paradiso se nascessi di nuovo violerei ogni comandamento e le mie colpe riempirebbero libri arditi e libidinosi senza rimorso né sensi di colpa alla fine chiedere perdono è questo il segreto. Maria Antonietta CARPE DIEM Carpe diem, signori così è, così voglio! Niente pietà per nessuno, sono io che guido il gioco carte vincenti le mie. Assi e Jolly sono tra le mie mani e voi, illusi vi chiedete domani? Ma il domani è mio!!!!!!!!! Carpe diem, signori, non accetto rilanci!  COME FARANNO I PESCI A NON IMPAZZIRE? Maledetta notte che mi graffi con le dita delle stelle, mica è vero cheil mare non s'annoia mai; qui quasi addormentata cerco un sollievo al tedio stanca di sentire rumore d'acqua, sale che mi nutre le nari, monti che lampeggiano come semafori. Una notte così vorrei essere nulla, tanto nulla sono già,musica, suono assordante, nemmeno lei allevia lo stridore dei miei denti che azzannano la solitudine dell'anima. Come faranno i pesci a non impazzire? AIUTATEMI! "Aiutatemi" tu nella terra dove il dolore ha la sua casa, tu simbolo della sofferenza e della tenacia chiedi a me un conforto. "Aiutatemi" mi piego con te piango con te sono impotente e chiedo a Lui di sollevare quella croce che ti ha destinato, uomo tra i miseri pastore tra pecore che si disperdono. "Aiutatemi" l'umanità in una parola nella lingua madre accasciato simbolo del dolore salvifico. 16 agosto 2004 x Giovanni Paolo II  DONNE ALLO SBANDO Donne camminano sole rasentando muri di rimpianti; tanti errori nella vita, sogni riposti in fondo ad una valigia, illusioni perse tra labirinti di bosso. Donne bambine di ieri, timore di attraversare quel campo di girasoli, riposando accanto ad un nuovo amore che le farebbe rifiorire di luce da donare.
CHE IMPORTANZA HA? Che importanza ha se tu hai creduto che ti amassi? Ho voglia di abbandonarmi tra le braccia della musica, ballare un ritmo sensuale, a piedi scalzi, su una spiaggia caraibica, sotto una luna che crea una strada di luce sul mare, dove solo io posso camminare. FORSE... ...forse è stato il rullio del mare che si infrange sulla barca della vita a creare sogni più grandi di me, forse le cime innevate che ho raggiunto e non ho superato hanno impedito al vento di raggiungerti fossi stata falco o avessi avuto ali d'aquila saresti stato certo che non mentivo... ..forse un poeta non sa e non vuole conoscere le bassezze del grigiore io volo altrove mentre il tuo nome è poesia ancora per me STO BENE COME STO Non ardo per il caldo conosco la storia non cambia mai io qui da sola non desidero nulla sto bene come sto con libri amici e acquarelli pastello inutile cambiarmi la mia vita la costruisco attimo dopo attimo peccato per te che hai creduto di vivere un amore destinato a lottare soffio di vita anelito virginale maschera gommosa che raggiunge la viscosità del sangue pompando ossigeno e non sei tu che me lo doni basta con le guerre le battaglie dei sensi tacciono in me respiro proprio perchè libera di essere come voglio essere fragile o testarda sognatrice di alta quota vivo le favole di ieri e la realtà mi spaventa tu nemmeno sai abbracciarmi per te solo il sesso non la tenerezza a cui anelo forse non ti ho amato mai..... 27 aprile 2005
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