|   The Gift - Duet Fairy Abarat Ti “vedo” Occhi Indiani vagano oltre questo tempo Palpebre dischiuse portano parole conosciute le mani si muovono sfiorando responsi ad ogni giro
Arcani Maggiori guidano passi ancora da camminare Giustizia Ruota della Fortuna
Muta la voce, diventa profonda suadente s’inerpica in vette che toccano il mare Ombre dissolte in Spiriti allegri, rispondono
Non so da dove, non so perché
Tu che nascondi il Mistero che Sei
Perché non sai quale occulto destino è cucito sulla tua anima E l’atmosfera è sospesa in note di magia che solo tu comprendi ed io mi lascio affascinare dalla tua essenza che forte mi spinge in voli antichi e ti seguo
senza parlare Cremisi è il vento che ti parla da lontano Suadenti note disincantate da antichi sentori Come resina appoggiata al tuo cuore sofferente Avvolgi vite sperdute nell’oasi dell’infinito Luce che abbaglia il tuo esistere Ombre come draghi famelici che spiano il tuo sapere il tuo essere diversa complice di te, della tua carne spirituale Bagliori d’incenso ti profumano d’eterno Dove il sentiero s’inerpica Su perigliosi anfratti Ho scordato le mie scarpe E ora I miei piedi volano liberi sulla tua anima Sorrido e mi coloro di te nell’acquerello dei nostri occhi Dove corrono le nubi Il vento accarezza l’aura luminescente Ed è Consapevolezza del nostro Es Privilegiati dalle cicatrici del Tempo Fairy&Abarat  SAGGEZZA- In silenzi composti- Non è sulle tue labbra che giace composta o nelle dita nervose che offrono giada e sassi con spine di rovo, sui volti lontani Nemmeno nei tuoi occhi liquidi di bestia che, algida e altera, avanza inquieta a sfiorare il mio letto di glicine e calle Dove regna la saggezza? In pianure di vento e dignitoso silenzio tra le pieghe del tempo è occulta ai più si concede in privilegio a fidi custodi e al primo sguardo sembravi possederla Ma è gioco di riflessi distorti e severi è gioco di destino impietoso e bastardo svelato è l'arcano, da tempo immemore Molti respiri profondi ne ammirerai il candore, le rughe di sapienza cullandola nel cuore come frammento d'infinito ... nella prossima vita, nella prossima te F.67 A Tina - Con affetto Servono parole, Madre? Il mio silenzio rispetta la libertà del vento che accarezza piano il viso ora sorridente ed i capelli e bacio con occhi chiusi i ricordi delle nostre passeggiate dentro l'Anima nel Cuore e ancora Oltre Marzia PAESAGGIO-PASSAGGIO ONIRICO Solcano viali sconosciuti i miei pensieri questa notte In mancanza di suoni l'esistere riflette ombre eburnee Occhi della memoria vagano smarriti cercando velluto di brace Spiego lenzuola di lino a tappeto dei ricordi allungando membra stanche Arcane mani tracciano disegni di stelle ormai morte aspergendo scie di luce vivida Il cielo s'é fatto mare e il mare cielo Sfumano i contorni della coscienza vigile stemperando ogni ritrosia Avvinta mi lascio sedurre dal silenzio In vortici emozionali arresterai il tuo passo alla porta dei sogni incerto se varcarla o meno … e ti conquisterà la mia assenza Marzia  KARMAGARDENIA E' Karma di millenni vissuto in piazza e stropicciato da ombre perenni e disegni d'uomo a tratto grigio molto fine Nessuno disse una parola innanzi a quel delirio tutto era ovattato come quando c'é la neve Bronzo nella faccia pietre nelle mani lingua d'elloboro occhi d'aquilegia Karma che insegna a parare colpi bassi dove il ventre pulsa di dolore muto e fiele non richiesto Non sa quanta forza mi dona l'attacco alle mie carni e alle giunture ormai protette da fili resistenti di gardenia Quanta Luce mi dona la sua ombra! Marzia  TEMPLI Facciate ad Est come il Rituale prescriveva mi vedo piccola creatura nella notte sotto il manto di stelle Odo antichi respiri passi rumorosi occhi della memoria mai vissuta solo immaginata Il tuffo verso cosa non lo so ancora Marzia  SENZA RIMPIANTO Furono cascate color seppia dai contorni sfumati e soavi ad accompagnarti lungo la via e c'ero come faro nella notte che il silenzio col suo peso ha spento senza rimpianto Amo il buio e il suo profumo ora mi vesto di luna e respiro col rumore del mare negli occhi aspetto una carezza sui capelli e svanirò come bruma al mattino Fairy67  NULLA PIU’ A TE CHE NON VEDO Ed è settembre e poi l’autunno ricordo con nostalgia sfregi in petali cullati nel biondo sentiero del cuore dove parole d'ambra sono restate mute La fantasia non respira, langue nel riposo eterno che vede sospesi quieti, in sogni di altri colori, mentre sopprime istinti soffocando l'urlo Ed è notte d'amarezza in abito scuro nulla più di un nome come un altro ferma consegno le lacrime al vento il miraggio di ciò che resta basterà Marzia  Le Radici del Vento Ancora mi sorprende quell'ansia amica nei giorni e nelle notti, sussurra accostandosi al mio orecchio, sosta riempiendomi di spine e rovi il cuore Si smuovono allora Forze Celesti a protezione del "sentire" custodito stormiscono foglie settembrine gli uccelli iniziano il loro canto Comincio il mantra antico mentre brezze ancestrali danzano fuori e dentro me e ogni volta comprendo con stupore che So dove ha le sue radici il Vento Marzia  45 Lune Prigioniera di me stessa in questa lotta per la liberazione mi pongo al centro del cerchio che racchiude le mie poche sicurezze e non un passo mi spinge all’esterno dove cammina il resto del mondo Temo anche il mio respiro tento di toccare l’Anima mentre lo sguardo sfiora il Cielo e gli alberi non danno sollievo Chiedo un sommesso perché Il Dono a che serve se non riesco ad essere antica quercia o mare calmo che culla Mancano ancora delle Lune per la risposta raccoglierò in qualche curva occultata la Forza che So un’esplosione di Luce costellata di Consapevolezza mi vedrà accoglierla con gioia Stanca delle piume di marmo che cingono il capo Aspetterò Marzia   |