|  IL CANTO DELLA CAPINERA ...piccolo e celato all'ombra di un bacio d'Amore, canto melodioso e dolce come canto di sirena... La Fortuna mi donò un sorriso quando l'ascoltai. Era la luna di domani, e la Fortuna aveva gli occhi color sabbia e giaggiòlo, e profumava di donna innamorata.... Profumava di rugiada, fresca di mattini d'Estate. Il canto della capinera le ornava la lunga veste, smagliante di blu e riflessi d'argento. E la notte mi prese per mano, mi prese i pensieri, travolse di sogni dorati il mio cielo... E l'alba s'accorse di noi tra tenui sbadigli di sole, e il sole sorrise tra le fessure dell'Anima. Sùbito, la dolcezza, la musica d'un bacio d'Amore fu ancora, e sempre... canto di capinera... Giorgio FORSE ...e là, in fondo all'universo dove la mia poesìa nàufraga nei tuoi occhi, colgo l'eco della tua rabbia, scintille di gelosìa, risentimento, esplodono improvvise nella pace della mia fantasìa... Amore bambino, caro e dolce, Amore di venti impetuosi! Parole come stilettate, frustate, parole che fanno male... Pensavo,credevo,speravo bastasse un...ti amo, un sogno leggero, un canto di cielo partorito dal cuore, dall'Anima. Ma forse ho disperso i respiri del Tempo, il mio Tempo, tra le radici dell'illusione. O forse ho sognato, incredibilmente, dolcemente, fortissimamente... O forse ho raccolto parole d'Amore, pensieri, che non m'appartenevano! Forse.. Giorgio. DISSI ALLA MALINCONIA …il chiaro del mattino disperdeva le ombre, le paure, e il Canto giungeva da lontano, uno stornir di fronde tra le cime del faggeto… E fu allora che colsi la carezza della Primavera. Dissi alla solitudine che non sarei tornato alla sua casa in fondo al viale, dissi alla tristezza che non avrei più giocato con i suoi sassi umidi di lagrime. Maggio era un pentagramma di colori, un richiamo leggero e possente nascosto tra le foglie, un raggio di luce nella palude dei Pensieri Immobili. La Primavera mi baciò sulla bocca, tinse d’azzurro il mio sguardo, e accese di sole i miei pensieri… Dissi alla malinconia che non sarei più tornato a cenare alla sua mensa… Merlino
ROSA ...petali d'argento e filigrana, tra le labbra del pensiero. Farfalle di profumo, carezze di velluto, rosa che sbocci tra i colori del tramonto, dove il sorriso del Tempo cattura i sogni, dove il sospiro della fantasia li tinge di poesìa... Quando scriverò la mia favola, quando la mia favola diventerà un giardino, ti cercherò ancora, tra le brume delle mie albe, tra l'incanto azzurro dei miei cieli chiari di sole e di rondini in amore, tra i seni rigogliosi delle mie colline, e saranno ancora petali di dolcezza, carezze ricamate in fondo al cuore. Un dolce attimo, un fiore;una...rosa! Giorgio I GIARDINI DI EDIMBURGO M'aggrappai al vento della nostalgìa, e fu Tempo di colori disciolti nella luce del mattino. I giardini d'Edimburgo partorivano rose scarlatte e suoni d'antico, rappresi sui muri sbrecciati, grondanti lapilli di Storia. Allegria gioiosa di bimbi in cerchio, e trilli di giochi tra i fiori, sull'erba del prato... E canto profondo di cornamusa m'accompagnò sulla via del ritorno, verso il risveglio... Giorgio |