|  Addii Lettere rubate da un’onda irrequieta, raccontano un passato lontano… come un fischio di treno velocissimo che corre corre e non torna più. ….E gli occhi si inarcano persi nel niente; occhi che parlano, occhi che sognano un tramonto lontano. Secondo dopo secondo, l’inevitabilità ci fa schiavi e bracciata dopo bracciata, si abbandona la riva più vicina il lago della vita si fa sempre più corto. Immagini sfuocate scorrono attorno a noi Come se il nostro cuore Fosse stato lanciato via fortissimo. Le lacrime cadono Come i sogni che svaniscono e quelli che nascono regalano agli occhi nuova luce. Ora finalmente Le piccole rondini sono pronte Non cadranno giù non soffriranno voleranno via per tornare d’estate per vedere magari un nuovo tramonto, o per sentirsi stringere il cuore da una stella cadente che non durerà che un attimo, ma quelle rondini voleranno libere nel cielo non vogliate essere schiave del tempo, l’infinito è dietro l’angolo abbandonatevi solo tra le sue braccia. Vincenzo Finestra su un sogno Lumi di strada fanno da sfondo ad un sogno….. Dolce come le note d’una melodia suonata con le dita dell’infinito….. Immaginazione che sgorga da rivi iracondi di fanciullezza d’ingenuità. Come se le stagioni girassero al contrario cancellando rughe dal volto dolori dal cuore. Mondi disegnati da passione da arte descrivono l’utopico volo dell’uomo nel nulla dei sogni….. la volontà dell’uomo di ballare al suono di un carillon che forse lascerà il bimbo ancora sveglio al termine della canzone. Così di luci e danze si colora una serata che allatta i sogni Che tinge la vita d’un marasma intenso di colori che dipinge le pareti del tempo E l’uomo cade in un sogno dal quale non si vorrebbe mai svegliare. 
28 Giugno Scampanelli di cuori in festa, sapori di sorrisi, strappati alla tristezza, come foglie d’autunno cadute spontanee e diverse. Odori d’Africa Guidano le mani sui tamburi, che strappano sogni a bimbi di tutte le età. Gente che ama E allatta il fanciullo in se; mentre la vita osserva impassibile ed il tempo, suo mercurio dai piedi alati , fugge via.  PAURE Colorati sospiri dondolanti sul filo dell'immaginazione riempiono i caldi e osannati sogni. Pattini a rotelle ormai consumati sono desideri ambizioni infrante ma le colonne del mondo sono altrove. Così sempre più piccola e lontana sfuocata e poco delineata appare colei che ti dipinse gambe e braccia. Paure, nebbia negli'occhi , quando la morte è solo un ingiusto giustiziere. quando il cuore per un attimo riflette, riflette e desidera le più antiche carezze che ti accompagnarono dal primo vagito al primo volo fuori dal nido.  Ecco Ora aspetta solo una luce accesa un buon giorno che forse regalerà alla realtà quel tocco d'infinità dei sogni.  vorrei un mondo così..... Lo raccontai alla luna e insieme al sole lo disegno con stelle e nuvole…….. Un mondo di lumini mai spenti sulle finestre aspettano una slitta che non giungerà mai. Un mondo di vane chimere di Icari consci che il sole scioglierà le loro ali…… Un mondo d’emozioni nel quale la gente si strappi i capelli dal dolore dove un vaffanculo non sia sussurrato… dove un ti amo sia scritto nel cielo con le lettere del cuore. Un mondo di porte aperte dove la gente cambi casa ogni giorno solo per non svegliarsi di fronte alla stessa parete…. solo per non vedere lo stesso panorama…… Un mondo di pittori che disegnano tramonti sulle tele delle più nere disgrazie. Un lago che s’increspa al mio desiderio e che tace ma urla d’amore!! Vele spiegate portano al vento dell’emozione d’un mondo nel quale la realtà non è che il più bel sogno d’un cuore innamorato. Io capitano della flotta sono approdato in questo mondo….. Qui getto l’ancora, qui reciterò sul più grande palco quello della vita; qui il mio corpo sarà sepolto Qui il mio cuore vivrà in eterno.  In picchiata Il solito volo nei meandri del cuore Le realtà che c’è fuori Non conta. L’illusione evocata da un sogno… …è smontata dalla mente che già raccoglie i cocci.  Ricordi Come orizzonti che dividono mare e cielo io e te eterni e inconsapevoli danziamo sotto la musica del tempo. Cadono foglie e si imbiancano capelli, ma d'interminabili estati vive il nostro ingenuo e cieco ricordo. Vincenzo  clikka su aladino |