|   E’ forse il poeta uno scopritore di sembianze colui che filtra un sentimento stupendo da banali significati realtà cosi’ smisurate da apparenze ordinarie egli non fugge forse alla morte spallando con i suoi epitaffi lastre di marmo relegando ai posteri stille di sensi perduti egli forse spera di beffare l’incondizionata infondatezza dell’essere e’ forse ignaro il poeta con le sue frasi i suoi versi rimescolio rifacimento di vecchie arie disperse nei tempi di sonetti scagliati dalla vita essi rimarranno spenti nei fogli di carta vera o nei fogli elettronici senza anima senza spirito sommi attimi di eterno fulgore solo al momento che per uno strano destino qualcuno sfiorerà le parole scritte anni prima ridesterà l’anima del poeta e forse il poeta non saprà mai d’esser ridestato. Antonio Fontana - giugno 2004 Efelidi di ricordi Efelidi di ricordi amari e dolci forse andare forse amare forse morire dietro quel filo di tramonto lascivi di sonni mai finiti interrotti da coiti di distrazione dalla routine metafisica della vita simposi regali di tavole imbandite al sordido gioco dell’incoscienza eppure ci aspetta una verita’ tutta nostra nessuna potra’ mistificarne il significato neanche con suoni e raggi neanche con parole profuse i ricordi diverranno reali spettri sorridenti di loro non avremo paura perche’ la paura e’ solo dell’ignorante la paura e nel mondo di adesso quel passaggio tanto temuto non e’ il ritorno al buio non e’ la fine di tutto e’ il ritorno alla luce Tony@ldebaran  Onde sinuose Onde sinuose in campo di grano dorato schiacciato da orme di vento spuntano come macchie di colore gruppi di papaveri che si contendono spazio con timidi fiordalisi ognuno con la sua fierezza sotto lo stesso cielo sotto lo stesso sole divideranno la sorte da falce mietitrice che non fara’ distinzione onde sinuose nel lento cammino del calendario divideranno dolori e gioie ognuno stretto al suo vissuto come trama di vecchio tessuto ordito logorato tradito onde sinuose di pensieri antichi si ripeteranno anche dopo l’ultimo olocausto dopo l’ultima orgia di sorrisi saranno l’onda che la vita scuote all’infinito tony fontana dic /04  Pablito….perché Pablito vorrebbe urlare perché i morsi della fame gli lacerano l’anima ma non ha nemmeno la forza di emettere un lamento negli occhi la disperazione ma soprattutto una domanda ,..perché perché non ha una madre che gli asciuga le lagrime perché non ha un padre che lo protegga dal mondo perche’ ….perche’……perche’ Pablito ha 10 anni ma il suo corpo ha subito la devastazione che neanche 100 anni formerebbero Pablito ha i sogni asciutti come asciutti sono i suoi occhi ha occhi neri grandi se li guardi nel suo interno c’e’ un mondo diverso Pablito ha conosciuto solo urla rumori e cattiveria la sua casa e’ la strada il suo tetto e’ il cielo Pablito ha i piedi nudi non ha mai portato scarpe trova sollievo soltanto quelle poche volte che respira la morte dentro una busta di plastica Pablito e’ uno cento mille bambini occhi meravigliosi che camminano nell’indifferenza Pablito non lo sa e forse mai lo saprà ma esistono altri bambini bambini che piangono grosse lagrime perché vogliono un abito firmato soffrono perche’ alla playstation non riescono a finire un livello vengono sgridati dai genitori perché non vogliono mangiare la verdura si lamentano perché devono mangiare una merendina invece che un’altra e si domandano perche’ perche’…perche’. Pablito non conoscera’ mai la gioia morira’ a 10 anni la sua morte sara’ per lui una liberazione allora sono io a domandarmi finche’ vivro’ perche’….perche’….perche’……… Tony Fontana  Ti cerco ti cerco amore tra sorrisi di lacrime asciutte nelle pieghe di nuvole bianche dove l’orizzonte si perde ti cerco amore seduto nell’orlo delle mie notti tra pensieri stagnanti ti cerco amore oltre quel sogno oltre quel dolce oblìo vagando mano nella mano con l’essenza del tuo io che gia’ ho fatto mio un’alba ci aspetta ove parole non serviranno le carezze saran discorsi e i baci la poesia del nostro amre Tony Aldebaran  I profumi dell’amore (dolce ricordo) Cosa rimane di un amore un foglietto sbiadito con la parola t’amo una rosa appassita schiacciata in un vecchio libro belle parole sciolte nell’aria dei ricordi alcune foto con sorrisi congelati piccoli regali nel cassetto relegati suoni e sussurri svaniti nel vento amaro del rimpianto cosa rimane di un amore nulla il tempo gentil’uomo cancella ogni cosa e quel sottile lamento del cuore diventa sussulto ribelle il mio amore non si perdera’ voglio regalarti i suoi profumi di rossa rosa il cui aroma pervade come magico effluvio il profumo del mare al calar della sera l’odore del grano maturato al sole il fresco bucato appena lavato la terra bagnata dalla pioggia il fresco aroma dell’erica dei campi la bianca margherita che sa di camomilla il pane caldo appena sfornato e quando nel tempo anche uno di questi profumi incontrerai inevitabile sara’ il dolce ricordo di un amore forse tramontato ma nei profumi immortalato.  Notti senza oblio Una campana fioca tra spazio e ombra ho udito nelle lunghe notti senza oblio chiamare senza risposta come un autunno assediato stretto dal tempo forse suono di pioggia sceso giu’ nel sonno del silenzio poi risalito in un oceano vigilato da stelle volando senza volare planando senza planare tra le giogaie e il mare desiderando fiamma, nel cedimento tra infinito e buio sorretto dal mio ardimento ho varcato indenne il buio della notte senza oblio.
 La prima rondine …ogni anno una promessa si fa reale l’impegno di un appuntamento non so il giorno , ne’ l’ora ma quando giunge il momento come un antico indiano che scruta la prateria allungo lo sguardo in attesa ed ecco come ogni anno …la prima rondine la prima solitaria rondine dopo un lungo viaggio eccola sorvolare sicura eccola sfrecciarmi vicino e come un pilota piega le ali a mo di saluto ….la prima rondine che emozione non tradita di attesa non vana ….poi con calma arriveranno le sorelle avra’ inizio il gioco delle danze in onore della nuova estate. Antonio Fontana Marzo/2005
 Matta poesia Lo sguardo addormentato di una mucca colpisce l’occhio della poiana mentre il falco rincorre la pinna di un pesce a pelo d’acqua starnazza l’anatra canadese sfrecciando in formazione sfiorando parallelo il filo dell’acqua stride la rondine stanca dorme il vecchio sulla panca sotto il tacco della mia scarpa la vita stroncata di un blatta felice fili d’erba schiacciati da sederi spaparanzati su colorate asciugamani aspettano fiduciosi un po’ di sole baci di dama divorati su divani di pelle mentre raggi ultravioletti sotto forma di film inondano la stanza piena di fumo succhiato avidamente da piante mangiafumo innaffiate spesso dall’arroganza di un’acqua rubinettiana all’essenza di cloro tutto cio’ avviene dentro la tasca di un cappotto appeso dentro un armadio a quattro ante chiuso a chiave dentro una casa in un paesino chiamato Marta. Tony Fontana Aprile/2005  |